BONUS BABY SITTER AI NONNI/ “Bischerata, si sono inventati il reddito da nipotino”

- Silvana Palazzo

Bonus baby sitter ai nonni non conviventi. Secondo il quotidiano Libero si tratta di una “bischerata”, mentre Il Giornale approva “Sono dei pilastri”

bonus 600 euro
La sede dell'Inps (LaPresse)

Fa decisamente discutere la decisione di allargare il bonus baby sitter anche a nonni, zii, cugini e in generale parenti. Secondo molti infatti si tratta di uno spreco di denaro in quanto i parenti, a cominciare dai nonni, che non pretendono alcun denaro per curare i nipotini, ma lo fanno con piacere in quanto… nonni. La novità ha quindi fatto storcere il naso a molti, a cominciare dal quotidiano Libero, secondo cui il bonus nonni sarebbe “l’ultima bischerata di Conte e soci. Per buttare via altro denaro – si legge sul quotidiano come riferisce Today – il governo si inventa il reddito da nipotino: le famiglie potranno sostenere che durante la pandemia erano gli anziani a curare i bimbi e passare all’incasso”. Il Giornale, invece, ha commentato la notizia in maniera positiva, considerando giusta la decisione in quanto i nonni sono i “pilastri della famiglia”. Infine Sebastiano Messina, giornalista Repubblica, che su Twitter scrive: “Pagare i nonni per stare insieme ai nipotini. Solo ai grillini poteva venire in mente una simile assurdità. Ormai non sanno più a chi regalare i soldi che non abbiamo”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

BONUS BABY SITTER ANCHE A NONNI: RISCHIO VALANGA RICHIESTE E CONTROLLI

Il bonus baby sitter destinato anche a nonni e zii purché non conviventi sta già sollevando non poche polemiche. Abbiamo già visto a chi è destinato e come inoltrare la domanda ma sono in tanti ad aver manifestato qualche dubbi su questa misura, a partire dall’economista Carlo Cottarelli che su Twitter ha espresso qualche riserva: “Una circolare INPS chiarisce che il bonus babysitter è dovuto anche quando il baby sitting lo fanno i nonni (purché non conviventi). Ma i nonni starebbero con i nipotini comunque, per motivi affettivi. Perché buttar via i soldi così? Ora abbiamo pure il nonno di stato…”. Numerose le perplessità espresse sui social nelle ultime ore. A sollevare ulteriori dubbi anche un altro aspetto da considerare: chi controllerà che nonni, zii ed altri parenti abbiano svolto davvero attività di baby sitting? Al momento, stando a come è stato concepito il bonus sembra impossibile qualunque tipo di controllo e questo, inevitabilmente, porterà ad un ulteriore rischio: boom di domande, una valanga tale da non piacere, certamente, al legislatore. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

MODALITÀ INOLTRO DOMANDA E ACCREDITO

Come inoltrare la domanda per il bonus baby sitter? Le modalità sono semplici dal momento che l’inoltro può avvenire in diversi modi: attraverso il sito dell’Inps, tramite l’applicazione web, disponibile sul portale dell’Inps. Questo è il primo metodo semplice attraverso il quale occorre seguire il seguente percorso: “Prestazioni e servizi” > “Tutti i servizi” > “Domande per Prestazioni a sostegno del reddito” > “Bonus servizi di baby sitting”. Tra le altre modalità disponibili, anche il Contact center integrato, ovvero chiamando il numero verde 803.164, gratuito da rete fissa, o 06 164.164, da rete mobile con tariffazione a carico dell’utente che effettua la telefonata. Anche i patronati possono contribuire a far inoltrare la domanda per la cui compilazione sono necessarie le proprie credenziali – una tra Pin Inps, Spid, carte di identità elettronica 3.0 o carta nazionale dei servizi. In merito all’accredito, questo avverrà direttamente sul conto corrente bancario o postale, accredito su libretto postale, carta prepagata con Iban o bonifico domiciliato presso Poste Italiane. La scelta sarà contenuta nella domanda. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

COME RICHIEDERLO, REGISTRAZIONE

Anche per il bonus baby sitter, largo ai nonni, purchè non conviventi. Come poter procedere e quali sono le tappe per poterlo richiedere? Come spiega Repubblica.it, è necessario che sia genitori che baby sitter effettuino la registrazione sul portale dell’Istituto nazionale della previdenza. In questo modo sarà possibile usufruire del voucher da massimo 1200 euro con Libretto Famiglia e da spendere solo su portale Inps. Una volta che l’Inps comunicherà il buon esito della domanda, entro 15 giorni,. il genitore riceverà la somma sottoforma di voucher che potrà “agganciare” nel proprio profilo Libretto Famiglia. la registrazione potrà essere eseguita fino al 31 dicembre anche se le prestazioni rendicontate e saldate attraverso il portale Inps dovranno essere rese dal baby sitter fra il 5 marzo e il 31 luglio del 2020. Le novità sono state chiarite dall’importante Circolare dell’Inps, la numero 73/2020. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

VOUCHER IN ARRIVO PER I PARENTI

Come vi abbiamo spiegato ieri, con la circolare Inps 73/2020, è stato chiarito dall’Istituto di Previdenza Sociale che il bonus baby sitter potrà essere dedicato anche a parenti come nonni, zii e cugini, purchè essi non siano conviventi. Come al solito per fare richiesta bisognerà recarsi sul sito dell’Inps ed essere in possesso del Pin ordinario, o eventualmente dello Spid, della Carta d’identità elettronica o della Carta nazionale dei servizi. La somma verrà accreditata direttamente sul conto corrente bancario o postale del destinatario, o eventualmente sul libretto postale o la carta prepagata. Una scelta che ha fatto sorridere molti quella dell’Inps, in quanto lo Stato pagherà di fatto i nonni… per fare i nonni. Intanto è in arrivo un altro bonus fino a 2.000 euro lordi destinato a medici, infermieri, e a tutto il personale sanitario impiegato nelle terapie intensive, come “rimborso” per il gran servizio svolto nelle scorse settimane, in piena epidemia covid. Il bonus sarà commisurato alle ore impiegate in ospedale, così come previsto da un emendamento a firma bipartisan al Dl Rilancio. Infine, bloccati fino al 31 dicembre del 2020 gli sfratti. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

BONUS BABY SITTER ANCHE PER NONNI, CUGINI E ZII “PURCHÉ NON SIANO CONVIVENTI”

Il bonus baby sitter può essere destinato anche a nonni e zii, più in generale ai parenti, purché non siano conviventi. Lo precisa una circolare dell’Inps, che ha fatto chiarezza su alcuni aspetti relativi a questo contributo. Il voucher, di massimo 1.200 euro da usare per prestazioni di assistenza e sorveglianza dei figli al di sotto dei 12 anni nel periodo di chiusura della scuola, non può essere chiesto da parenti che coabitano ed è vietato se a usufruirlo è l’altro soggetto titolare della responsabilità genitoriale, quindi l’altro genitore, anche se non convivente, o se separato o divorziato. Possono beneficiare del bonus baby sitter i genitori affidatari, ma solo se nel nucleo familiare l’altro genitore non sia beneficiario di strumento di sostegni al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, come Naspi, Cigo e Cigs, o se è disoccupato o non lavoratore. Inoltre, il limite dei 12 anni non va considerato nelle famiglie con figli con disabilità in situazione di gravità accertata, iscritti a scuola o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale.

BONUS BABY SITTER, COME RICHIEDERLO

Cosa bisogna fare per richiedere il bonus baby sitter? Possono presentare la domanda i genitori o il baby sitter (e quindi anche zii, nonni e cugini come precisato dall’Inps nella sua circolare), che dovranno essere iscritti al portale Inps. Serve Pin ordinario o dispositivo, ma si può usare anche Spid (Sistema pubblico di identità digitale), Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi. Quando viene accettata la richiesta del bonus baby sitter, si hanno 15 giorni di tempo per ricevere la somma sotto forma di voucher che poi viene erogato sul Libretto Famiglia, un libretto nominativo prefinanziato, presente sul portale Inps. Il bonus baby sitter è alternativo al congedo parentale Covid, ma chi lo ha già ottenuto per un periodo non superiore ai 15 giorni può ottenere da 600 a 1.000 euro – a seconda della categoria di appartenenza – anche se c’è la possibilità di inviare domanda per i giorni residui di congedo che non sono stati precedentemente sfruttati.

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