Bonus tari 2023/ Sconto automatico a queste famiglie italiane (8 novembre 2023)

- Danilo Aurilio

Il bonus tari del 2023 prevede uno sconto sull'imposta per i rifiuti. Per riscuoterlo occorre soddisfare dei requisiti sia personali che reddituali

Degrado rifiuti Roma Rifiuti a Roma, il degrado nella Capitale (LaPresse, 2022)

Il bonus tari 2023 permetterà a molte famiglie italiane (quelle più bisognose), di poter ricevere uno sconto da applicare direttamente sul conteggio finale per l’imposta dei rifiuti.

Nella manovra di bilancio del prossimo anno (2024), si prospettano diverse agevolazioni economiche nei confronti dei nuclei familiari bisognosi (soprattutto a favore di quelli più numerosi).

La misura agevolativa consiste – come anticipato – in uno sconto da applicare all’imposta dei rifiuti, che verrà elargita insieme agli altri bonus per le utenze domestiche (specialmente per quello idrico e di luce e gas).

Bonus tari 2023: come “mandare” la domanda online

Il bonus tari del 2023 prevede uno sconto per le famiglie italiane con un ISEE molto basso: 8.265€ o per le famiglie più numerose, fino a 20.000€.

Inoltre, anche chi percepisce la pensione o il reddito di cittadinanza, potrà ottenere lo sconto tari per l’anno 2023. Ogni fondo garantito al Comune italiano di riferimento, può essere gestito autonomamente secondo le proprie facoltà e preferenze.

L’agevolazione permette la rateizzazione dei pagamenti, purché si verifichino i suddetti casi:

  • Utenti che hanno aderito al bonus sociale a causa di un problema economico relativamente al pagamento del gas, della luce e dell’acqua.
  • Italiani che hanno ricevuto la segnalazione dalle autorità competenti in merito a degli svantaggi economici;

Proprio perché ogni fondo viene gestito autonomamente dal proprio Comune territoriale, non è importante e né necessario inviare la domanda telematica, visto che sarà lo stesso ente a verificare a quali famiglie destinare il bonus tari 2023 (dunque avviene tutto in automatico).

Per poter dimostrare di avere i requisiti reddituali in questione, occorre aggiornare il proprio documento ISEE (attenzionando alla sua veridicità), cosicché i Comuni italiani possano prendere nota dei valori reddituali più aggiornati.

Coloro che volessero prendere atto della cifra da poter ricevere, suggeriamo di consultare il proprio Comune di residenza, visto che come già detto, il contributo sarà gestito autonomamente da ogni singolo ente territoriale.





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