BORSE & MERCATI/ Ftse Mib, la soglia per sperare in nuovi rialzi

- Stefano Masa

I mercati hanno iniziato la settimana senza nessuna reazione particolare rispetto a quanto sta avvenendo sul fronte Brexit

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(LaPresse)

Abbiamo ritenuto doveroso attendere. Rispetto al consueto intervento del lunedì mattina, il focus settimanale giunge solo quest’oggi. Ai molti che ormai ci conoscono, è noto il nostro pensiero: preferiamo la prudenza al rischio e talvolta anche l’attesa all’azione. La notizia, poi divenuta “non notizia” relativa al caso Brexit, avrebbe potuto contraddire i nostri scenari nell’arco di pochissimi minuti poiché l’apertura (di ieri) dei mercati finanziari internazionali era attesa dall’intera comunità finanziaria. Probabilmente in pochi si aspettavano una reazione (ovvero “non reazione”) all’inaspettata vicenda che si è consumata nel corso del fine settimana nel territorio inglese. Una casistica non “prevedibile” (vedasi lettera inviata senza firma e successiva smentita a quest’ultima però sottoscritta) che rientra nella cosiddetta logica del “cigno nero”.

Poteva succedere tutto o niente e i mercati hanno preferito quest’ultima soluzione: infatti, l’ottava in corso, sul fronte azionario, è iniziata con un saldo positivo sui principali listini internazionali. Analizzando la dinamica dei prezzi della scorsa settimana, si possono evidenziare significativi consolidamenti rialzisti sui benchmark internazionali. Con particolare riferimento alla componente equity, qualora fossero confermati nei prossimi giorni gli attuali scenari grafici, il tutto potrebbe rappresentare una buona base per favorire un ulteriore allungo in ottica over weekly. Il sottostante MSCI World ha raggiunto il preannunciato obiettivo a quota 2.193,22 punti: i prezzi hanno successivamente proseguito fino al superamento dei 2.200 punti, ma, subito dopo, hanno ceduto riportandosi a quota 2.195,28. Un eventuale chiusura inferiore ad area 2.195 punti comporterebbe un downside fino al primo target posto a 2.180,02 punti. Positivo il ritorno dei prezzi in prossimità dei massimi di brevissimo termine (2.208,75): il superamento di quest’ultimi proietterebbe i corsi fino al target coincidente a soglia 2.214,34 punti. Ottima performance settimanale anche per la “componente emergente” con un MSCI Emerging Market positivo per sette giornate consecutive su otto trascorse. La fisiologica presa di profitto si è concretizzata al termine di ottava lasciando inalterata la configurazione grafica che appare improntata a una fase rialzista di breve termine. Analizzando il palinsesto algoritmico è però plausibile una prima fase caratterizzata da un potenziale ribasso con obiettivo a quota 1.021,22 punti: qualora si registrasse una chiusura inferiore a quest’ultimo livello di prezzo si potrebbe assistere ad una conseguente discesa sotto area 1.011. Il monitoraggio di quota 1.031 punti è obbligato: l’eventuale upside oltre quest’ultima soglia favorirebbe un possibile incremento con primo obiettivo a 1.038,05.

Il nostro Ftse Mib, durante la settimana trascorsa, ha quotato in prossimità della trend line mediana riconducibile al già citato Raff Regression Channel. La chiusura settimanale inferiore al target weekly da noi individuato (22.360,73 punti) sembra anticipare un movimento di consolidamento prima che si possa assistere a nuovi massimi di breve termine. Per l’ottava in corso, il principale indice domestico, vede soglia 22.714,24 quale primario obiettivo prima che si possa assistere a un più decisivo rialzo con target a 23.082,63 punti. Negativo il ritorno dei prezzi sotto 22.165,34 con possibile downside esteso fino a 21.685,09 punti.

Il mercato obbligazionario rappresentato dal benchmark JPM GBI archivia la precedente ottava con un segno pressoché invariato (+0,20%): l’analisi delle singole giornate trascorse sembra preannunciare un incremento di volatilità nei breve termine. Quest’ultimo scenario era stato già indicato nel precedente outlook settimanale ma con riferimento al JPM EMBI+TR USD. Sia l’attuale configurazione grafica che l’impostazione algoritmica dei principali strumenti da noi impiegati, non ci permette una possibile definizione di scenari operativi per entrambi i sottostanti. In tali casi, è prudenzialmente opportuno attendere una “serie di conferme” prima di poter delineare un quadro d’insieme profittevole. Come la precedente settimana, rimaniamo ancora flat sulla componente obbligazionaria emergente e, a quest’ultima, affianchiamo la liquidità derivante dallo smobilizzo dell’intera asset class bond internazionale. La scelta di privilegiare cash all’investimento obbligazionario è replicabile anche sui futures concernenti il Btp italiano e il Bund tedesco.

Il mercato della materie prime (rif. CRB Index) potrebbe favorire una strategia di brevissimo periodo sia in ottica long che short. L’attuale andamento dei prezzi delinea i due rispettivi ingressi sul mercato con i rispettivi target: positivo il superamento di 176,302 punti con primo obiettivo a 177,163 e successiva soglia in corrispondenza di 178,056 punti. Qualora si registrasse la violazione di area 174,37, il possibile downside al quale potremmo assistere trova la propria destinazione a quota 173,936 punti.

«Il nostro scetticismo sul cross USD/CHF» è stato confermato dal mercato. L’aver mantenuto un orientamento short sul rapporto tra dollaro statunitense e franco svizzero ha tratto beneficio soprattutto nel corso delle ultime due giornate di contrattazioni. Il valore pari all’unità (massimo weekly a 0,9999) non è stato raggiunto (soglia per la quale era prevista una nostra revisione della view) mentre, nell’arco di 72 ore, si è potuto assistere a un violento ripiegamento fino al raggiungimento di area 0,9838. Nonostante sia possibile ipotizzare un proseguimento del trend ribassista in corso, noi, prudenzialmente, optiamo per la chiusura complessiva del posizionamento in ambito forex.

Nel complesso, attraverso le metriche in nostro possesso, appare plausibile (analisi del rapporto rendimento atteso/perdita potenziale) privilegiare la componente equity rispetto all’opposta asset class obbligazionaria. Questa valutazione è però oggetto di potenziale “alert” qualora il mercato dei bond registrasse una prima fase di significativi realizzi. Per tutti coloro che si caratterizzano per una propensione al rischio elevata, un eventuale trend ribassista obbligazionario, potrebbe rappresentare un’opportunità di acquisto in ottica speculativa. Noi, invece, privilegiamo la liquidità.

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