BORSE & MERCATI/ I falsi segnali di acquisto da evitare

- Stefano Masa

Ancora una volta l’asset class azionaria rimane la “sorvegliata speciale”. Nuovi massimi potrebbero anche spingere ad acquisti rischiosi

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(LaPresse)

I listini finanziari internazionali hanno confermato la nostra precedente view mostrando, al termine della trascorsa ottava, un saldo finale in territorio positivo rispettivamente a +0,35% per il comparto obbligazionario (rif. JPM GBI Gl. Usd) e a +1,47% per le materie prime (rif. CRB Index). Invece, di modesta entità, ma pur sempre negativo (-0,24%), l’epilogo della compagine azionaria (rif. MSCI World Usd) che, dopo aver registrato nuovi massimi (lunedì), ha poi subìto una flessione a metà settimana di oltre un punto e mezzo percentuale (-1,64%) per successivamente recuperare terreno riportandosi a ridosso della parità weekly. 

Sul versante azionario, la dinamica degli avvenuti scambi, impone un approfondimento di carattere tecnico: durante le giornate borsistiche si è potuto assistere a un ritracciamento della forza relativa in concomitanza ai minimi registrati; parallelamente, con il susseguirsi delle sedute, il medesimo indicatore ha mancato il recupero dei propri valori (proporzionalmente rispetto al prezzo) concretizzando una classica divergenza (intraday) negativa. Oltre a questo elemento algoritmico è opportuno porre attenzione all’attuale impostazione grafica che vede la creazione di un canale laterale di brevissimo periodo delimitato tra il supporto in area 2.905 punti e la resistenza posta a quota 2.958,70. 

L’insieme di entrambi i fattori – il circoscritto trading range e la debolezza sul fronte leading indicators – appare presagire un primo potenziale incremento di volatilità sui mercati azionari. Al momento lo scenario è neutral-negative, ma, in caso di quotazioni oltre i recenti massimi storici, si potrà assistere a un ulteriore allungo con primo target in prossimità di soglia 3.000 punti. Da temere l’eventuale cedimento del supporto indicato (area 2.905) che in caso di violazione favorirebbe un primo target a 2.892,17 e successivo traguardo a 2.837,30 punti. 

Per l’opposta asset class obbligazionaria i prezzi raggiunti hanno pressoché coinciso con i nostri auspicati obiettivi del precedente outlook: l’area di prezzo compresa tra 591,56 e 591,95 (minimo settimanale a 591,39) ha rappresentato un buon ingresso anche perché già in potenziale gain (massimo settimanale a 592,40). Pur confermando il principale obiettivo di questa strategia (obiettivo a 599,63 punti), siamo anche consapevoli di un possibile downside fino a soglia 589,06: qualora si verificasse tale ipotesi, un ulteriore acquisto sarà valutato. 

Sulle commodities, e in particolare sul loro principale rappresentante (benchmark internazionale CRB Index), i massimi della trascorsa ottava hanno coinciso perfettamente con i valori da noi previsti ovvero ai prezzi dello scorso febbraio (196,154 punti): questo parallelismo (grafico/temporale) – di fatto – rappresenta un cosiddetto “doppio massimo” che, pur essendo di brevissimo periodo, deve imporre cautela per coloro che avessero già in dote un guadagno (price entry di poco superiore rispetto ai minimi mensili). Rimane confermato il target psicologico dei 200 punti, ma un potenziale ritracciamento fino ad area 192,102 punti, non si può escludere con probabile prosecuzione del ribasso oltre i 190 punti. 

Osservando i singoli panieri appartenenti alla materie prime, nel comparto energy è stato conseguito il take profit sul gas naturale che, andando oltre all’obiettivo previsto a 2,715, ha visto raggiungere i livelli di inizio marzo a 2,779. Sul basket metals confermiamo la nostra prudenza sul nickel che, in caso di mancata ripartenza (oltre area 16.485), vedrebbe compromessa la sua attuale lateralità con serie implicazioni ribassiste (target a 15.835). Per i metalli preziosi confermiamo la preferenza per l’argento rispetto al lingotto, ma nel corso di queste sedute ci aspettiamo una possibile discesa dei prezzi oltre quota 25,71. Per tale prospettiva si provvede alla liquidazione dell’intera posizione per un successivo ingresso (eventuale) nel corso della prossima ottava. 

Sul forex il cross Usd/Jpy ha beneficiato del prospettato scenario short: l’avvenuto cedimento del supporto a 108,39 ha favorito l’estensione del trend ribassista in atto andando oltre il target da noi individuato a 107,57 (minimo weekly a 107,46). Nonostante un ritorno degli scambi oltre soglia 108,157 possa agevolare una fase di rimbalzo, si preferisce rimanere fuori dal mercato. Anche per il rapporto Gbp/Usd l’obiettivo rialzista in precedenza delineato si è realizzato nel corso della prima seduta per poi assistere a un ripiegamento: attualmente si attende una conferma oltre area 1.395 al fine di poter definire una possibile strategia operativa di breve termine. Ennesima attesa anche sul principale cross Eur/Usd: lo strappo rialzista sul finire di settimana potrebbe implicare un potenziale ritracciamento con primo obiettivo a quota 1,205.

Ancora una volta l’asset class azionaria rimane la “sorvegliata speciale”. Il suggerimento è quello di aver prudenza nel breve termine anche se si dovessero registrare nuovi massimi poiché una tale dinamica di prezzo celerebbe alla propria base dei veri e propri falsi segnali di acquisto.

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