BORSE & MERCATI/ Le chance di rialzo per l’azionario

- Stefano Masa

Il benchmark azionario dovrebbe ridurre le proprie performance negative, mentre potrebbe aumentare la volatilità sui bond Usa

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L’ottava appena trascorsa vede la performance positiva dei principali listini azionari internazionali (rif. MSCI World Usd) fare da contraltare a quella negativa della componente obbligazionaria. Quest’ultima asset class, dopo aver archiviato quattro settimane consecutive all’insegna del rialzo, ha capitolato in territorio negativo: una flessione pari allo 0,57% che – al momento – appare alquanto fisiologica e non strutturale. Tale considerazione potrà essere confutata dagli stessi mercati nel momento in cui i corsi del principale benchmark internazionale (rif. JPM GBI Gl. Usd) violeranno l’importante supporto a quota 580,22 punti con serie implicazioni di ulteriore ritracciamento in prossimità del primo obiettivo mensile (579,25).

Sull’opposta componente azionaria rimangono confermate le precedenti indicazioni sia in ottica rialzista che ribassista. Al momento – la prima – appare favorevolmente impostata per un rialzo di brevissimo periodo con ottime possibilità di poter conseguire il primo target monthly nel corso dell’attuale sessione settimanale.

Sul mercato azionario Usa (rif. indice S&P 500) si ritiene opportuno sottolineare come gli attuali corsi siano in prossimità della media mobile a 200 giorni (area 3.001,97 punti): il superamento di quest’ultima comporterebbe il raggiungimento del primo obiettivo mensile con ottime probabilità per la costruzione di un trend rialzista maggiormente solido. Qualora quest’ultimo scenario si dovesse concretizzare nell’arco dei prossimi 7 giorni lavorativi non è da escludere un upside che vede il principale indice azionario Usa transitare oltre quota 3.200 punti.

A supportare (l’eventuale) ritrovato ottimismo sui mercati azionari ci arriva in aiuto il significativo ribasso fatto registrare dall’indice Vix: l’indicata violazione di 30,02 ha favorito un’ulteriore discesa con gli attuali corsi che al momento si trovano a gravitare sotto i 28 punti. Per l’ottava in corso riteniamo possa essere soddisfacente il raggiungimento di soglia 24,37 ovvero una soglia ritenuta propedeutica per l’obiettivo di area 22,27 punti.

Sull’asset class azionaria “Paesi emergenti” osserveremo con interesse i sottostanti da noi individuati quali appartenenti all’area “Asia”: un potenziale posizionamento mediante strumenti finanziari rappresentativi dell’intero basket (per esempio, Etf o comparti di risparmio gestito) è auspicabile in chiave rialzista di breve termine.

Sul versante governativo dei principali titoli di Stato internazionali ci aspettiamo un incremento di volatilità sul decennale Usa: la dinamica che ha caratterizzato l’andamento dei prezzi nel corso delle ultime settimane ha definito un trading range circoscrivibile tra la resistenza a 139,701 e il supporto statico posto a 138,371. Il superamento o la violazione di tali soglie di prezzo favorirebbe la creazione di un movimento direzionale con possibile comune rivalutazione (entro un time frame decadale) superiore allo 0,87%.

Le commodities hanno rivisto primeggiare il prezzo del petrolio sulle altre materie prime. Il nostro auspicato “ritorno di interesse” ha trovato riscontro attraverso la significativa rivalutazione caratterizzata dalla doppia cifra già nel corso delle prime sedute settimanali: con un massimo oltre i 26,50 dollari, il nostro target individuato «in prossimità di quota 25,276», è stato ampiamente assorbito e, per l’attuale ottava, privilegiamo uno status flat. Sul comparto metals l’argento (precedente price entry a 15,57) viene visto favorito rispetto al lingotto che, al momento, rimane da noi monitorato in ottica ribassista qualora dovesse riportarsi al di sotto dei 1.701,23 dollari.

Sulla base della recente diffusione degli ultimi dati macroeconomici internazionali, riteniamo che gli attuali cross valutari appartenenti al nostro paniere, siano oggetto di potenziale posizionamento nel corso delle prossime sessioni weekly. Al momento attendiamo i primi riscontri sul mercato che, in caso di rotture grafiche significative, favorirebbe l’individuazione del futuro trend atteso.

Archiviate le tanto attese risultanze in sede di Eurogruppo e, limitate al minimo le possibili azioni nei confronti del nostro Paese da parte delle agenzie di rating (v. Dbrs Morningstar e Moody’s), siamo fiduciosi nel rivedere – anche nell’arco di poche sedute – il benchmark azionario internazionale MSCI World Usd ridurre le proprie perfomance negative (YTD) riportandosi a un saldo – anche se ancora negativo – almeno rappresentato da una sola cifra.

La prudenza è virtù e condizione essenziale negli investimenti, ma, talvolta, coincide con la mancanza di azione: per evitare questo possibile inganno cognitivo è sempre valido un ingresso frazionato sul mercato.

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