“Boschi vergognosa su Grillo”/ Pedullà choc: “Vendetta trasversale come i mafiosi”

- Alessandro Nidi

Gaetano Pedullà, direttore de “La Notizia”, ha detto la sua sul caso Grillo a “Ore 14”: “Non si può fare un processo mediatico sulla base di convincimenti politici”

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Gaetano Pedullà (Ore 14)

Gaetano Pedullà, direttore de “La Notizia”, è intervenuto in occasione della puntata odierna di “Ore 14”, trasmissione di Rai Due, per dire la sua sul caso Grillo, a partire dal filmato divulgato dal comico ligure in difesa del figlio. “Grillo non si inventa un video all’improvviso per creare un caso mediatico – ha esordito il giornalista –. Il caso mediatico è esploso un giorno prima del video, ovvero domenica, con lunghi articoli su tutti i giornali sulla vicenda del presunto stupro, visto e considerato che, con l’avvicinarsi della possibile richiesta di rinvio a giudizio, sono uscite indiscrezioni e informazioni sui punti a cui erano arrivati i magistrati”.

Pedullà ha poi dichiarato: “Io non mi sogno di fare il giudice e dire se si sia trattato di stupro o no. Noto, però, una sovrapposizione di piani e chi commette un atto vergognoso è la Boschi e chi come lei sta utilizzando questa vicenda come una vendetta trasversale, nonostante ci siano delle famiglie drammaticamente coinvolte. Si sta mettendo tutta una serie di regolamenti di conti su questo caso. Nella ‘Ndrangheta, nella mafia, la vendetta trasversale avviene quando si spara a qualcuno che si pensa che abbia fatto un torto, ma i garantisti devono essere garantisti sempre”.

PEDULLÀ SUL CASO GRILLO: “QUALCUNO HA VISTO IL VIDEO?”

Gaetano Pedullà a “Ore 14”, sempre in riferimento al caso Grillo, ha rammentato le parole del pentastellato: “Se mio figlio avesse commesso questo tipo di reato, l’avrei portato io stesso a calci in c*lo in galera. Evidentemente, sulla base del video che lui ha visto, è convinto non ci sia stupro”. Il direttore de “La Notizia” ha quindi sottolineato che “grazie al cielo in Italia c’è la possibilità di denunciare casi di questo tipo, perché le leggi consentono di dare tempo alle vittime. Temevo, tuttavia, che questa vicenda diventasse (come sta diventando ora) un processo mediatico sulla base di un video. Io non l’ho visto, qualcuno di voi che ha descritto cosa contiene, lo ha visto? Andrei cauto nel dire che ha ragione o torto Beppe Grillo”. Per concludere, infine, così: “Il garantismo non può essere a targhe alterne, questa è una vicenda dove c’è il dolore delle famiglie. Grillo ha parlato di getto, un avvocato gli avrebbe probabilmente detto di non fare quel video, ma è un padre e ha agito a tutela di suo figlio. Non si può fare processo mediatico sulla base di convincimenti politici…”.



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