Bossetti, Cassazione: nuova udienza su reperti/ Caso Yara, giudizio spetta a Bergamo

- Silvana Palazzo

Massimo Bossetti, Cassazione: nuova udienza su conservazione reperti. Caso Yara Gambirasio, per la Suprema Corte il giudizio spetta alla Corte d’assise di Bergamo

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Massimo Bossetti, Lombardia Nera

Una nuova udienza davanti alla Corte d’assise di Bergamo dovrà entrare nel merito della richiesta degli avvocati di Massimo Bossetti di avere informazioni sullo stato di conservazione dei reperti relativi all’omicidio di Yara Gambirasio. Lo ha stabilito la Cassazione che ha annullato il provvedimento con cui il presidente della Corte d’assise orobica, Giovanni Petillo, aveva dichiarato inammissibile l’istanza. Per la terza volta viene data ragione alla difesa dell’ex muratore di Mapello, condannato all’ergastolo per l’omicidio della ragazzina. Lo scorso 21 maggio in camera di consiglio è stata esaminata l’istanza sullo stato di conservazione dei reperti, visto che alcuni articoli di stampa avevano gettato ombre sulla custodia degli stessi. La Suprema Corte ha quindi deciso di rinviare nuovamente alla Corte d’assise di Bergamo il giudizio sul tema sollevato dai legali Claudio Salvagni e Paolo Camporini.

TERZA PRONUNCIA A FAVORE DI BOSSETTI

Questa è la terza pronuncia a favore di Massimo Bossetti, dopo le due precedenti istanze in merito alla modalità di accesso ai reperti, tra cui il Dna e gli abiti di Yara Gambirasio. Anche su questi aspetti la Suprema Corte aveva rinviato a Bergamo e lo scorso 19 maggio c’è stata per questo un’udienza in cui i difensori dell’uomo che è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio hanno sollecitato di nuovo un calendario per poter esaminare per la prima volta le prove su cui è stata decisa la condanna di Bossetti. Per l’avvocato Claudio Salvagni, come riportato da Il Giorno, «un’altra volta la Corte di Cassazione stabilisce un principio di diritto: che sia i giudice dell’esecuzione (appunto la Corte d’Assise di Bergamo ndr) a dover dare le risposte alle domande che poniamo. Sono soddisfatto». Da tempo la difesa chiedeva di analizzare campioni e reperti, oltre che la ripetizione dell’esame del Dna, la cosiddetta “prova regina”. Ma nella scorsa udienza si aveva avuto conferma che la traccia 31 G20, trovata sui leggins della ragazza uccisa e che fu stabilito appartenere a Bossetti, è effettivamente esaurita.



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