Bossetti chiede ispezione per Dna Ignoto 1/ Caso Yara: “nessun rilievo disciplinare”

- Silvana Palazzo

Caso Yara Gambirasio, i legali di Massimo Bossetti chiedono ispezione per la conservazione del Dna di Ignoto 1. “Nessun rilievo disciplinare”, evidenzia l’ispettorato

Massimo Bossetti
Massimo Bossetti, Quarto Grado

La ministra della Giustizia Marta Cartabia ha mandato gli ispettori a Bergamo per chiedere come sia stato conservato il Dna di “Ignoto 1”. Dopo l’istanza al Csm dei difensori di Massimo Bossetti, il muratore condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, gli ispettori hanno recapitato a Bergamo un fascicolo a nome della ministra in cui si chiede conto della conservazione del Dna che da tempo Bossetti chiede sia riesaminato. A rivelarlo il settimanale Oggi, secondo cui questa decisione avrebbe irritato Letizia Ruggeri, la pm che ha condotto le indagini sull’uccisione della bambina ottenendo l’ergastolo per Massimo Bossetti.

Il consulente scientifico di Bossetti, Marzio Capra, ha puntato il dito contro l’ufficio Corpi di Reato del Tribunale di Bergamo, dove il materiale genetico, unica vera prova per la condanna, è stato trasferito dal San Raffaele. «Il contenitore refrigerato deve stare a -23 gradi, o tutto si decompone per via della “l’idrolisi acida”», ha dichiarato al settimanale.

NESSUN RILIEVO DISCIPLINARE PER PM BERGAMO

Sulla vicenda è intervenuto anche l’avvocato Claudio Salvagni, difensore di Massimo Bassetti, il quale, quando gli è stato chiesto se il Dna di Ignoto 1 non fosse più esaminabile e se l’avessero lasciato decomporre, ha replicato al settimanale Oggi: «Mi rifiuto di pensarlo: rischierebbero la galera». Ci sono comunque i primi riscontri. Stando a quanto riportato dall’Ansa, non sono emersi elementi di rilievo disciplinare in merito alla vicenda sollevata dai legali di Bossetti riguardo la Procura di Bergamo a proposito della vicenda del Dna che ha portato alla condanna per il caso di Yara Gambirasio.

L’agenzia di stampa ha evidenziato che gli avvocati hanno richiesto un’ispezione, ma l’ispettorato del Ministero, invece di avviare un’ispezione, ha chiesto informazioni al Procuratore generale e al presidente della Corte d’Appello di Brescia, sulla base di quanto esposto, come peraltro da prassi. Dunque, all’esito di queste informazioni, non sono emersi elementi di rilievo disciplinare.

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