Brasile, Lula vittima di complotto?/ “Procuratori e Moro tramarono per condannarlo”

Brasile, complotto contro Lula? Procuratori e ministro Sergio Moro “manovrarono per condannarlo per corruzione”, ma non solo.

Lula e Napolitano
Lula e Napolitano al Quirinale (LaPresse)

Terremoto in Brasile: Lula vittima di un complotto”, questo quanto emerge dall’inchiesta del giornale investigativo The Intercept. L’ex giudice federale brasiliano Sergio Moro, ora ministro della Giustizia, avrebbe tramato con i procuratori la condanna dell’ex presidente Luiz Inacio da Silva per corruzione. The Intercepton ha pubblicato una serie di reportage con le conversazioni private scambiate tra Moro, i magistrati del pool anti-corruzione Lava Jato della procura federale di Curitiba e il procuratore capo Deltana Dellagnol. Documenti ricevuti da fonte anonima e che arriva da chat Telegram, registrazioni audio, video, foto e documenti legali. Scelto da Jair Bolsonaro per il dicastero della Giustizia, Sergio Moro avrebbe sollecitato la procura ad approfondire le indagini, avrebbe segnalato fonti investigative alla magistratura e anche consigliato come fare apparire le prove dell’accusa il più solide possibile.

“LULA VITTIMA DI UN COMPLOTTO TRAMATO DA MORTO E PROCURATORI”

Una inchiesta giornalistica che ha scosso l’opinione pubblica brasiliana: The Intercept mette in evidenza l’intenzione di costruire prove da utilizzare nel corso del processo per corruzione contro l’ex presidente, ma anche l’intenzione di ostacolare la campagna elettorale presidenziale del 2018 di Fernando Haddad, candidato del Partito dei Lavoratori. A dare credito alla teoria del complotto le chat tra i magistrati del pool Lava Jato, dalle quali emerge il desiderio di impedire la vittoria elettorale del Partito dei Lavoratori. Come spiega Il Fatto Quotidiano, i procuratori si confrontano sui metodi da utilizzare per impedire o ridimensionare il valore di un’intervista a Lula per il quotidiano Folha, utilizzata dal giudice della Corte suprema perché «poteva fare eleggere Haddad» o permettere «il ritorno al potere del Partito dei Lavoratori».



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