Brasile, mancano sedativi: pazienti covid legati al letto/ “Intubarli è una tortura”

- Davide Giancristofaro Alberti

Choc in Brasile dove a causa della mancanza di sedativi i pazienti vengono intubati legandoli al letto: ecco quanto raccontato da infermieri e medici

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A San Paolo del Brasile si scava per seppellire i morti (LaPresse)

Giungono notizie scioccanti dal Brasile, dove, a causa della mancanza di sedativi, alcuni operatori sanitari sono stati costretti ad intubare i pazienti covid da svegli, con tutto ciò che ne consegue. Stando a quanto riferito da TgCom24.it, in alcuni ospedali di Rio De Janeiro, alcuni pazienti in gravi condizioni sono stati legati al letto a causa della mancanza di farmaci, così come confermato anche da un’infermiera dell’ospedale Albert Schweitzer di Realengo, nella zona orientale di Rio: “Sono svegli, senza sedativi, intubati – racconta l’operatrice del nosocomio di Rio dove al momento sono ricoverati 118 pazienti covid di cui 40 in rianimazione – con le mani legate al letto e ci implorano di non farli morire“.

Aureo do Carmo Filho, medico di terapia intensiva, ha aggiunto che: “La ventilazione meccanica senza sedativi è una vera forma di tortura per il paziente“, ed in effetti non può che essere altrimenti visto che il paziente si vede inserire un “tubo” all’interno della trachea passando dalla bocca e arrivando fino ai polmoni, senza alcun farmaco che possa diminuire il dolore dell’introduzione di un “estraneo” appunto nel nostro corpo.

BRASILE SENZA SEDATIVI, PAZIENTI LEGATI AL LETTO: “PIANGIAMO, NON POSSIAMO FARE NULLA”

Le cose non vanno meglio presso il Sao Josè, un altro ospedale della capitale carioca, dove 125 pazienti affetti da covid sono morti proprio a causa della mancanza di sedativi: “Non abbiamo farmaci, non abbiamo sedativi per i pazienti in terapia intensiva – ha detto ancora la stessa infermiera di sopra, parlando con il sito G1 – e purtroppo molti di loro non ce la fanno. Noi operatori sanitari assistiamo disperati, piangendo, perché non possiamo fare nulla. Non abbiamo siringhe, non abbiamo nemmeno gli aghi”. Il Brasile è al momento il secondo paese al mondo più colpito dalla pandemia e nel giro di poco più di un anno si sono verificati più di 360mila morti e 13.6 milioni di casi: solo gli Stati Uniti, ma con molti più abitanti, hanno fatto peggio.



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