Bresciana vittima di revenge porn/ Datore di lavoro la licenza per danno di immagine

- Davide Giancristofaro Alberti

Bresciana vittima di revenge porn: stando alle ultime circolanti, il datore di lavoro della donna 40enne, l’avrebbe licenziata. Tutti i dettagli

Giornata contro la violenza sulle donne
Pixabay

Una donna bresciana di 40 anni, i cui video hot erano finiti in rete, è stata licenziata dall’azienda per cui lavorava. La notizia è riportata stamane dal Corriere della Sera edizione Brescia, che fornisce diversi dettagli sulla vicenda. La donna di cui sopra è stata vittima di revenge porn, in quanto, ad immettere in rete i suoi video privati, poi divenuti pubblici e virali, erano stati tre uomini a sua insaputa. La decisione del datore di lavoro di sollevare dal suo incarico la donna, è scattata a seguito del “danno di immagine”, in quanto lo stesso titolare sostiene di ricevere continue chiamate da uomini che vorrebbero fissare un appuntamento con la professionista “senza far riferimento alla problematica da affrontare – si legge sul sito del Corriere della Sera – e senza lasciare recapito telefonico”. Nel frattempo la 40enne di Brescia ha sporto denuncia presso la procura locale, e questa ha iscritto negli scorsi giorni sul registro degli indagati tre persone.

BRESCIANA VITTIMA DI REVENGE PORN LICENZIATA: VIDEO ANCHE IN SUD AMERICA

La donna, in un supplemento di denuncia, ha fornito altresì i nominativi e i contatti di coloro che avrebbero contribuito a girare il filmato, “allegando anche screen shot di chat di poliziotti e carabinieri – si legge ancora sul quotidiano online – nelle quali i video hot sono girati con gli uomini in divisa che hanno commentato senza però mai fermarne la diffusione”. I filmati, che erano stati girati ovviamente in maniera intima e privata, sono divenuti nel giro di breve tempo pubblici, e come spesso e volentieri accade in questi casi, hanno fatto il giro del web , attraverso una diffusione capillare. I filmini sono infatti girati su centinaia e centinata di chat Whatsapp, e attraverso la condivisione, lo scambio, e il passaparola, hanno addirittura valicato i confini nazionali. Pare infatti che il video sia arrivato persinoe in Sud America, e la povera 40enne si è ritrovata costretta a subire continue telefonate anche proveniente da oltre oceano. Ora, oltre al danno anche la beffa, visto che la bresciana ha perso il posto di lavoro.

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