Brusaferro “Asintomatici? Importante individuarli”/ “Covid e bambini, vi spiego”

- Davide Giancristofaro Alberti

Silvio Brusaferro sottolinea come sia fondamentale individuare gli asintomatici, smentendo alcune voci circolanti negli ultimi giorni

Silvio Brusaferro, presidente Iss
Silvio Brusaferro, presidente dell'Iss (LaPresse,2020)

Gli asintomatici restano dei “protagonisti” assoluti della pandemia di coronavirus. Lo sa bene il Comitato Tecnico Scientifico e lo sa bene l’Istituto superiore della Sanità: “Sugli asintomatici non si molla”, le parole del numero uno dell’Iss, Silvio Brusaferro, che poi ha ribadito “E’ importante individuare gli asintomatici”. Brusaferro è intervenuto nel corso della commissione igiene al senato, come riferisce l’edizione online di Repubblica, facendo chiarezza su una questione che era sorta negli ultimi giorni, secondo cui le Regioni avrebbero scritto al Governo di ufficializzare il fatto che, in caso di mancanza di tracciamento, si possa rinunciare a fare i test ai contatti dei positivi senza sintomi. “Individuare le persone portatrici del virus è la prima frontiera per contenere l’infezione – ha sottolineato Brusaferro – tracciare le persone venute a contatto stretto” con i positivi è importante. Quando questa misura viene meno, perché il numero di casi è significativo, è particolarmente difficile poi poter far fronte”.

BRUSAFERRO: “L’INDICE RT SUPERIORE IN TUTTE LE REGIONI A 1”

Brusaffero ha spiegato che l’epidemia di coronavirus in Italia non è più localizzata come durante la scorsa primavera, ma è largamente diffusa in tutta Italia: “L’indice Rt, che descrive la velocità di diffusione del virus – ha continuato il numero uno dell’Iss – dà l’idea della crescita che stiamo vivendo: è in tutte le regione superiore a 1 e molte realtà lo superano ampiamente”. Parole anche sullo studio riguardante gli anticorpi monoclonali: “Sono uno strumento molto importante e potente. C’è anche una produzione italiana, oltre a quella americana, che darà risultati nei primi mesi del prossimo anno. Quando ne avremo la disponibilità, potremo trattare pazienti più gravi e questo ci permetterà di avere prognosi molto più favorevoli”. Infine una precisazione sul ruolo dei bambini nell’epidemia: “Il ruolo dei più piccoli come diffusori di Covid-19 si sta ancora valutando. L’ipotesi è che i bambini possano contrarre meno l’infezione e, quindi, trasmetterla anche di meno. Si potrà mettere una parola definitiva nelle prossime settimane”.

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