Buoni pasto smart working/ Caos sulle regole: il piano del Ministero degli Interni

- Danilo Aurilio

Caos e confusione sulle regole attuate per i lavoratori che svolgono la loro attività professonale da remoto. Ecco il piano del Ministero degli Interni

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(LaPresse)

Confusione e disorganizzazione anche sui buoni pasto del lavoro smart working. Se per quanto riguarda i lavoratori di aziende private il Decreto Aiuti Bis non ha prorogato la smart working semplificato, nelle Pubbliche amministrazioni le regole sono realizzate dai Piani integrati di attività e organizzazione, nonché Piao.

Quest’ultimi però non sono uniformi tra ministero a ministero, bensì sono diverse, quindi si è creato un caos e confusione sulle regole che adesso sono attive. Scopriamole insieme.

Buoni pasto smart working: le regole attuali

Come accennato all’inizio dell’articolo, come funzionano i buoni pasto del lavoro in smart working? Allora innanzitutto il Piao non è altro che quel documento unico di gorvenance e programmazione. Dal 30 giugno di quest’anno ha con sé tutti i piani che le Pubbliche amministrazioni italiane predispongono annualmente, come:

  • Fabbisogni del personale;
  • Formazione;
  • Parità di genere;
  • Performance;
  • Lavoro agile;
  • Anticorruzione.

Quindi in questo documento sono mescolati anche i piani dell’organizzazione del lavoro agile, chiamati i Pola, che sono risultati fondamentali nel corso della pandemia dovuta al Covid-19. All’interno di questi documenti vengono decisi anche i giorni di smart working e i benefit che sono collegati al lavoro in presenza.

Sul piano del Ministero del Lavoro è stato introdotto un nuovo limite che riguarda le giornate che i lavoratori con grave malattie possono svolgere anche da remoto. Stiamo parlando di un massimo di 3 giorni a settimana, 12 per tutto il mese. Le stesse regole per tutti i genitori che hanno figli fino a 14 anni e abitano lontani dal proprio ufficio.

Al 31 dicembre dello scorso anno, su un complessivo di 1.878 dipendenti (874 donne e 1.004 uomini) in servizio, 1.380 dipendenti (722 donne e 658 uomini, circa il 73,48% del personale che svolge il servizio, lo fa da remoto.

Altri ministeri non indicano dei limiti stabiliti per il lavoro in smart workin. Tra tutti i Piani integrati di attività e organizzazione più specifici c’è quello del Ministero degli Interni che vale per gli anni 2022 fino al 2024. Infatti il documento stabilisce:

“nelle giornate di attività in lavoro agile il dipendente non matura il diritto all’erogazione del buono pasto”

continua,

“per effetto della distribuzione flessibile del tempo di lavoro, nelle giornate di lavoro agile non è riconosciuto il trattamento di trasferta e non sono configurabili prestazioni straordinarie, notturne o festive, né protrazioni dell’orario di lavoro aggiuntive”

Quindi un normale lavoratore deve scegliere tra il pranzo pagato oppure il lavoro in smart working.





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