Buoni spesa/ Cosa sono e come richiederli e come sono stati riformati nel 2022

- Maria Melania Barone

Buoni spesa, attraverso il decreto sostegni bis è stata effettuata la riforma dei buoni spesa. Ecco come saranno gestiti dal 2023 e come è possibile richiederli adesso.

supermercato_shopping_carrello_pixabay
Pixabay

Sentiamo spesso parlare di bonus del 500 euro fino a 800 euro e, magari andandole a leggere scopriamo che si tratta di buoni spesa. Ma cosa sono realmente buoni spesa 2022 messi a disposizione dal governo per aiutare le famiglie a far fronte ai disagi economici e sociali causati dal conflitto internazionale e dal conseguente boom dei prezzi di generi alimentari, soprattutto derivanti da cereali come orzo, mais, grano e derivati? Ecco una rapida spiegazione che tiene conto della loro istituzione e della riforma attuale.

Buoni spesa 2022: in cosa consistono

Anzitutto va precisato che i buoni spesa non sono stati introdotti soltanto per quest’anno fiscale, ma esistono ormai già dal 2020. Infatti si tratta di un aiuto economico che il governo ha messo in campo durante il primo anno di pandemia per aiutare quelle famiglie che versano in condizioni di disagio economico. Si tratta di buoni che sono utili per acquistare generi alimentari e prodotti di prima necessità, un valido contributo per tutti coloro che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Questi buoni vengono erogati direttamente dagli enti pubblici più vicini al cittadino, vale a dire i Comuni.

Per quanto riguarda i requisiti questi sono assolutamente variabili perché dipendono proprio dell’ente locale a cui si fa riferimento. Per poter verificare dunque se si risponde ai requisiti indicati dal Comune, bisogna anzitutto informarsi all’inizio dell’anno del periodo in cui potrebbe essere pubblicato il bando punto soltanto allora infatti sarà possibile fare riferimento al sito dell’ente.

Buoni spesa 2022: quali sono gli importi e come richiedere

I requisiti fondamentali per poter richiedere i buoni spesa sono la residenza presso il comune, il tipo di nucleo familiare comprensivo di persone fiscalmente a carico, numero di figli eccetera, la situazione del patrimonio immobiliare e quindi se si possiede una prima casa, se è presente un mutuo, un affitto oppure se non si possiede assolutamente nulla punto la disponibilità di denaro sul conto corrente, il reddito dei componenti della famiglia, la propria situazione lavorativa e l’indice ISEE familiare oltre che la presenza di altri interventi economici percepiti.
Il valore medio del buono è di 300 euro che può variare da 100 a 200 euro fino a 500-600 euro.

Buoni spesa 2022: cosa cambia con la riforma

Il governo Draghi attraverso il decreto sostegni bis ha riformato l’erogazione dei buoni spesa istituendo un fondo di 500 milioni distribuito nei comuni attraverso una ripartizione proporzionale alla popolazione presente nel comune. Quindi una quota del totale pari al 50% verrà assegnata ai comuni in base ad un criterio proporzionale di tipo demografico, l’altro il 50% verrà invece ripartito in base alla distanza del valore di reddito pro capite. In pratica la ripartizione totale del fondo di 500 milioni seguirà due binari paralleli, uno che farà riferimento alla demografia di ciascun comune, l’altro invece che farà riferimento all’indice di reddito pro capite.

Una strategia per abbattere il divario economico nelle varie regioni d’Italia. Inoltre il contributo per ciascun comune non può essere inferiore a 600 euro ed il buono può essere utilizzato una volta percepito sotto forma di voucher spendibile in negozi convenzionati oppure attraverso la distribuzione diretta di generi alimentari.





© RIPRODUZIONE RISERVATA