Cesena-Inter/ Tre punti e sofferenza, c’è tanto lavoro da fare

- Giovanni Piolli

L’Inter torna alla vittoria al Manuzzi di Cesena, ma soffre molto per aver ragione dei romagnoli pur rimasti in dieci ancora nel primo tempo. GIOVANNI PIOLLI analizza la partita di Serie A

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Foto Infophoto

L’Inter vince con molta fatica e senza convincere. Contro il Cesena i neroazzurri passano grazie ad un rigore, alla superiorità numerica e alla parate importanti di Handanovic. Come di consueto Ranocchia e compagni non riescono a chiudere la partita e i padroni di casa rischiano di pareggiare in diverse occasioni. Era d’obbligo vincere ed i tre punti sono arrivati; questa è la cosa più importante. Tuttavia l’Inter non può faticare così tanto contro una squadra neo promossa, che naviga in zona retrocessione e che resta in dieci nel primo tempo. Le occasioni non sono mancate all’Inter per chiudere la partita, ma le imprecisioni e l’inesistenza di un gioco d’insieme non ha permesso di archiviare il risultato e giocare in tranquillità. Questa settimana c’è il turno infrasettimanale e aver tenuto in bilico il punteggio fino al novantesimo potrebbe pesare nelle gambe dei calciatori a disposizione di Walter Mazzarri. Contro il Cesena si è vista la superiorità e le fragilità dell’Inter. Qualità tecniche importanti e incapacità di creare e finalizzare occasioni offensive. Se i neroazzurri faticano così tanto contro una squadra costruita per salvarsi, come può lottare con le grandi per un posto in Champions League? La Sampdoria, prossima avversaria dell’Inter, sta esprimendo un buon calcio e solo una grande prestazione potrà portare alla vittoria. Cesena insegna che il lavoro da fare è molto e che una vittoria non garantisce la fine della crisi di risultati e prestazioni. Serve maggior lavoro sulle fasce, è necessaria più intensità a centrocampo, è fondamentale recuperare la forma fisica di Palacio e soprattutto è indispensabile che la squadra di Walter Mazzarri impari a velocizzare il gioco e a cambiare i ritmi. La classifica parla chiaro: servono punti per pensare di poter lottare per un posto tra i primi tre. In questo senso preoccupano le parole di Erick Thohir, che, parlando di obiettivi stagionali, ha detto che anche il quarto posto può andare bene. Non un bel segnale per chi vuole l’Inter fra i grandi. Infine è doveroso ringraziare e salutare il presidente Moratti, che ha abbandonato la carica onoraria di facciata e che ha vinto tanto con la squadra del biscione. L’ex presidente si è reso conto che non c’è più nulla di suo da rappresentare in questa società e si è fatto da parte, da signore quale è.



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