FC Inter/ Ansia e immaturità, dopo la sosta serve un segnale forte

- Giovanni Piolli

FC Inter: la squadra nerazzurra arriva alla sosta per le nazionali con il nono posto in classifica, a -5 dal terzo posto. GIOVANNI PIOLLI analizza il momento del club e della società

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Erick Thohir (destra), 46 anni con Javier Zanetti, 42 (INFOPHOTO)

L’Inter arriva alla sosta per le nazionali a metà classifica. Dodici punti la separano dall’ultima, dodici dalla Juventus capolista. Un gioco che non si capisce in che direzione vada, una squadra che non sembra all’altezza dei colori della maglia e un allenatore bravo, che non riesce a trovare la quadra. A metà novembre i giochi sono ancora aperti, tuttavia l’entusiasmo intorno alla squadra è ai minimi storici. Contro il Verona sembrava potesse essere una buona serata dopo la rimonta neroazzurra, ma le cose sono andate male, come troppe volte è accaduto ultimamente. Moratti si era espresso sul tecnico qualche settimana fa, prima di lasciare la carica onoraria, ora sembra che anche Thohir cominci a cedere alle tentazioni italiche e valuti altri allenatori. È chiaro che sarebbe riduttivo giustificare questo pessimo inizio di stagione addossando le colpe a Mazzarri. Il tecnico toscano paga l’incapacità di comunicare con i tifosi attraverso i media e i risultati imbarazzanti, per i quali salgono sul banco degli imputati anche tutti calciatori neroazzurri. C’è ansia ed immaturità tra i giocatori dell’Inter, manca la cattiveria agonistica dei campioni. Il grande giocatore si esalta nelle difficoltà, il mediocre ed il debole soccombono sotto la pressione. Dopo la sosta Ranocchia e compagni se la vedranno con Milan e Roma, due compagini che potrebbero mettere in grande difficolta l’allenatore, ma potrebbero anche essere le partite di una svolta per i neroazzurri e per il loro tecnico toscano. I rossoneri non stanno meglio dell’Inter e sembrano più abbordabili di una Roma, che sebbene in Europa ha subito una dura lezione di calcio dal Bayern, in Italia è la squadra che esprime il miglior calcio. Dunque pazienza finita da un pezzo per i tifosi interisti ed ora, pazienza che non sembra infinita, come appariva poco tempo fa, nemmeno per il presidente della beneamata. Mazzarri deve dare un forte segnale all’ambiente per poter dimostrare finalmente di essere un allenatore da grande squadra. Per il momento appare chiaro il motivo per il quale non gli era stata data l’opportunità di guidare formazioni blasonate. Lo stesso discorso vale per i giocatori, dimostrino di meritare la maglia correndo con grinta e dando tutto in campo. Non si vince senza fatica, non si cresce senza lavoro duro.



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