Inter-Atalanta (2-0)/ Ora un’idea di gioco. E una vittoria in trasferta…

- Giovanni Piolli

Giovanni Piolli analizza la partita Inter-Atalanta 2-0, valida per la quarta giornata del campionato di Serie A 2014-1015 e decisa dai gol di Pablo Osvaldo ed Hernanes

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Hernanes festeggia con le sue consuete capriole (Infophoto)

L’Inter vince in casa e spaventa lontano da San Siro. I neroazzurri guadagnano altri tre punti fra le proprie mura contro l’Atalanta. Il gioco espresso contro i bergamaschi non è eccellente, ma di sicuro efficace e i due pali presi durante i novanta minuti dimostrano la volontà di fare risultato. Lontano da Milano Ranocchia e compagni non hanno ancora ottenuto la vittoria, nonostante gli avversari incontrati non fossero di prima fascia. Il calendario dell’Inter vede le prime giornate favorevoli con avversarie più che abbordabili. In quest’ottico i punti persi a Torino ed a Palermo pesano. Lo scorso anno furono i troppi pareggi a determinare una classifica non certo esaltante. Sebbene si sia solo alla quarta giornata, le problematiche emerse la scorsa stagione sembrano non superate. Era ed è fondamentale fare più punti possibile con le “piccole”, e provare a giocarsela con le “grandi”; solo così si può aspirare ai grandi risultati che l’Inter merita. Mazzarri ha a disposizione circa 14 titolari di buona qualità. Certamente una panchina corta non permette al tecnico toscano di poter cambiare molto durante la partita. Inoltre bisogna sperare che non ci siano infortuni lunghi, perché le riserve non sono all’altezza dei titolari. In queste prime quattro giornate, l’Inter ha dimostrato di avere giocatori capaci di segnare e di avere una difesa solida. Tuttavia preoccupa la mentalità con cui scende in campo. Anche quest’anno sono inesistenti i ritmi alti e non si vedono mai cambi di passo fondamentale per giocare contro squadre che si chiudono. Si intravede un’identità di squadra, ma non esiste un’idea di gioco. Il lavoro sulle fasce è fragile e le individualità riescono, per il momento, a sopperire la mancanza di gioco di squadra. La grinta di Mazzarri nella sua area tecnica, è lontana anni luce dall’atteggiamento di chi manda in campo. Il secondo tempo contro l’Atalanta ha visto i neroazzurri entrare in campo con un ritmo bassissimo e con i remi in barca. Il lavoro da fare è tanto e serve continuità di risultati. In queste quattro partite il pubblico interista si è innamorato di Medel, motorino eterno della mediana che recupera palloni e li gioca in maniera precisa, ha avuto conferme da Kovacic, Icardi e Guarin, ed ha potuto ammirare il gran gol di Osvaldo. La materia prima in mano a Mazzarri è buona, ora serve trasformare buoni giocatori in una grande squadra.



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