Inter-Juventus (3-0)/ Sogno solo sfiorato, ma rinasce la speranza

- Giovanni Piolli

Inter-Juventus 3-0: il commento di GIOVANNI PIOLLI sulla semifinale di ritorno di Coppa Italia. Impresa sfiorata a San Siro per i ragazzi di Mancini, ma l’eliminazione arriva ai rigori

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Infophoto - immagine di repertorio

Il calcio è strano e meraviglioso. Dopo pochi giorni dalla sconfitta a Torino contro la Juventus, l’Inter gioca la sua migliore partita della stagione e viene eliminata dalla Coppa Italia. I neroazzurri partono bene ed aggressivi, come non si erano mai visti durante il campionato. Creano molte azioni pericolose e diverse palle gol. Nel primo tempo Carrizo resta a guardare una partita dominata dai suoi compagni. Nei 90 minuti regolamentari, la squadra di Roberto Mancini rischia pochissimo e segna tre gol, pareggiando la sconfitta dell’andata. Nei supplementari il calo fisico e psicologico dei padroni di casa risveglia i bianconeri che vanno vicini al gol con Zaza e Morata. La partita finisce ai rigori e decreta vincitori i ragazzi di Massimiliano Allegri. Il match di San Siro dimostra che l’Inter può giocare con cattiveria agonistica e concentrazione; il gioco offensivo è stato prolifico e la difesa quasi impeccabile. Forse questa risposta, da parte dei calciatori neroazzurri, è arrivata un po’ tardiva, ma dimostra il valore della rosa. Nel vedere Juan Jesus e compagni giocare con quella determinazione, ci si chiede se negli ultimi due mesi l’Inter ha scherzato con il calcio italiano, fingendosi una squadra di giocatori molli e impauriti. In realtà è mancato qualcosa nella partita di ritorno della coppa nazionale, il quarto gol. Le occasioni ci sono state, ma forse al terzo gol si è pensato di avere fatto quanto richiesto e si sono tirati i remi in barca. Per diventare una grande squadra, non bisogna mai lasciare nulla per strada, si deve sempre vincere. Se per vincere bisogna fare quattro gol, si devono fare quattro gol. Il match tra Inter e Juventus dimostra come nel calcio attuale sia fondamentale l’approccio alla partita. L’aspetto psicologico è più importante di quello tecnico-qualitativo, soprattutto in Italia. Il motivo per cui squadre con meno valori in campo riescono a fare punti con le cosiddette grandi, è perché riescono ad avere il giusto approccio mentale alla gara. Dopo la gara di San Siro c’è orgoglio per quanto visto in campo, delusione per non aver raggiunto la finale, rammarico e rabbia per aver visto di cosa è capace la propria squadra, ripensando a quanto visto da dicembre a oggi, e soprattutto, c’è speranza. La speranza e la pretesa, che la buona prestazione fornita contro i campioni d’Italia, sia la base di partenza ed il minimo accettabile, da cui ripartire in campionato. San Siro ha apprezzato la performance dei neroazzurri e non potrà più accettare di vedere partite senza grinta e senza costruzione di gioco. I grandi giocatori e le grandi squadre, devono prendersi la responsabilità della propria grandezza. Responsabilità come risposta delle proprie capacità. Non si può più tornare indietro; non si può più dare di meno. Occorre crescere e vincere.



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