Inter-Torino (1-2)/ Un brutto deja vu: i nerazzurri non maturano mai

- Giovanni Piolli

Inter-Torino 1-2: il commento di GIOVANNI PIOLLI sulla sconfitta dei nerazzurri di Mancini nella 31^ giornata di Serie A. Il gol di icardi non basta, e nemmeno l’alibi degli arbitri

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Foto Infophoto

Un copione che si ripete fastidiosamente. Dopo mesi di lavoro, sembra che Roberto Mancini sia appena arrivato alla guida dei neroazzurri e stia ancora cercando di trovare la quadra. Sulla carta una buona squadra, in campo un buon dominio e poi ad un certo punto: black out e punti persi. Il tecnico di Jesi parla di arbitraggio penalizzante, in una sera in cui la sua squadra ha fatto un solo tiro in porta in 90 minuti. Icardi porta in vantaggio i padroni di casa grazie ad un rigore dubbio, dopo di che il nulla. Solito possesso palla prolungato a centrocampo in attesa che qualcosa accada. Con un Ljajic spento ed un Perisic poco ispirato, il vantaggio regge fino a che il pressing è alto ed intenso. Nel secondo tempo invece che cercare il gol della sicurezza, l’Inter si rilassa e con errori grossolani, resta con due uomini in meno e perde la partita. Errori grossolani degli uomini in neroazzurro e di quelli di giallo vestiti. Gli uomini di Roberto Mancini hanno dimostrato di saper giocare bene a calcio, contro la Roma e in altre occasioni hanno offerto momenti di buona qualità; è inammissibile perdere in casa giocando senza motivazioni e con leggerezza. La stagione volge al termine e si ha la sensazione di essere ancora al punto di partenza. Non si riesce a capire chi e cosa sia l’Inter di Mancini. L’atteggiamento tattico e mentale cambia completamente ogni partita, mandando in confusione tifosi e, da quel che si vede in campo, anche i giocatori. Dopo tanti mesi è giusto che Roberto Mancini si prenda le sue responsabilità. La qualità e la caratura del tecnico non sono in discussione, ma è opportuno pretendere una direzione chiara ed un approccio al campo maggiormente determinato. Si può parlare di arbitri, pausa per le nazionali, le feste pasquali, ma tutti gli alibi che possono venire in mente non giustificano questi intoppi ciclici che hanno reso zoppicante il cammino dei neroazzurri in questa stagione. Qual è l’ossatura dell’Inter attuale e del futuro? Quali sono i giocatori su cui si punta? Qual è il sistema di gioco che caratterizza i neroazzurri e può portarli a tornare a vincere? Queste sono domande a cui rispondere sul rettangolo di gioco, dove le parole non contano nulla. I punti che separano l’Inter dalla Roma sono tanti e le partite da giocare sono sempre di meno. Occorre vincere e recuperare terreno, perderlo significa fallire un’altra stagione. La Champions si allontana, ma la matematica ancora non condanna i neroazzurri a cui si chiede di vincere e fare tutto ciò che è possibile per raggiungere l’obiettivo dell’Europa che conta.



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