Cacciari “Covid? Si muore anche di fame”/ “Senza aiuti robusti esploderà rabbia e…”

- Silvana Palazzo

Cacciari su nuovo Dpcm: “Covid? Si muore anche di fame”. Poi attacca Governo: “Non ha fatto nulla di quello che aveva promesso. Senza aiuti robusti esploderà rabbia”. E sulla patrimoniale…

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Massimo Cacciari (LaPresse)

Non si muore solo di Covid. A ricordarlo è Massimo Cacciari, secondo cui in Italia si rischia la rivolta popolare dopo il nuovo Dpcm di Giuseppe Conte. Quel che abbiamo visto a Napoli, Roma, Torino, Milano e in altre città italiane in questi giorni potrebbe essere solo l’inizio di quanto rischiamo di vedere. “Se continua questa situazione, o scattano meccanismi di aiuti robusti alle vittime economiche della pandemia o ci sarà solo da aspettarsi l’esplosione della rabbia sociale”, ha dichiarato al Quotidiano nazionale il filosofo ed ex sindaco di Venezia. Inoltre, ha evidenziato il fatto che manca “un flusso efficace di comunicazione da parte del governo e delle Regioni”, e questo incide fortemente sul malumore nazionale. E quindi torniamo al punto di partenza: non si muore solo per il coronavirus. “Esistono decine di altre cause di morte, compresa la fame”, osserva Cacciari, secondo cui gli aiuti sono fondamentali in questa fase per evitare che esploda la rabbia nel Paese. Lo scenario peraltro è cupo anche per la probabile infiltrazione di camorra, mafia e criminalità organizzata nelle manifestazioni.

CACCIARI APRE A PATRIMONIALE “NON CI SONO ALTERNATIVE”

Massimo Cacciari denuncia da tempo il malessere che cova. E ora lancia accuse dure al governo: “Non ha fatto praticamente nulla di quello che aveva promesso. Assistiamo agli identici casini di sette mesi fa”, ha dichiarato il filosofo veneziano a Globalist. Di conseguenza, il nuovo Dpcm rientra nei provvedimenti “tampone, presi alla rinfusa”. In quest’intervista è tornato sul tema del rischio di rabbia sociale: “Centinaia di migliaia di lavoratori sono alla canna del gas. La possibilità di esplosioni sociali è viva e reale, laddove il Governo non intervenga tempestivamente ed efficacemente e non, quindi, solo con miserrime elargizioni, come è avvenuto sinora”. Lui non avrebbe chiuso i ristoranti alle 18, ma avrebbe diminuito i posti e aumentato la distanza pur di lasciarli aperti. “Tutte queste chiusure generalizzate drammatizzare la situazione e alimentano la paura”. Dunque, più controlli e sanzioni e meno restrizioni. Per risolvere la questione degli aiuti a chi è in difficoltà, Cacciari vede una sola prospettiva: la patrimoniale. “Prima che accada quello che è accaduto in Grecia e la patrimoniale te la impongano alla grande i commissari europei dentro casa tua. Non ci sono altre alternative, prima o poi ci si arriverà, non senza, io penso, sommovimenti sociali e politici di ogni tipo”.

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