CADE NEL TOMBINO, AMBULANZA DOPO 40 MINUTI/ Coperto dal sole con ombrellone

- Dario D'Angelo

Serra San Bruno, Calabria: un uomo di 46 anni ha messo il piede su un tombino che ha ceduto restando ferito. L’ambulanza lo ha lasciato sotto il sole…

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Immagine di repertorio (Pixabay)

Stava percorrendo a piedi un tratto di marciapiede quando un uomo di 46 anni è caduto in un tombino procurandosi una lesione alla gamba in seguito al cedimento dello stesso. E’ solo l’inizio dell’assurda vicenda verificatasi questa mattina a Serra San Bruno, paese in provincia di Vibo Valentia, in Calabria, dove al danno si è aggiunta anche la beffa. L’uomo, infatti, non solo si è ritrovato a dover fare i conti con una ferita alla gamba sprofondata nel tombino, ma ha anche dovuto attendere più di 40 minuti sotto il sole cocente di mezzogiorno prima che un’ambulanza giungesse sul posto a prestargli soccorso. Quelle dell’ospedale di Serra San Bruno e quella di Soriano Calabro allertate dai cittadini che subito hanno chiamato il 118, infatti, erano occupate in altri servizi. Alla fine i cittadini di Serra San Bruno si sono ingegnati per come hanno potuto: per alleviare la calura un soccorritore ha offerto il suo ombrellone.

CADE NEL TOMBINO, AMBULANZA DOPO 40 MINUTI

Un racconto a dir poco paradossale quello che ha visto sfortunato protagonista un 46enne, “reo” di aver messo il piede sul tombino sbagliato. Il sindaco di Serra San Bruno, Luigi Tassone, come riportato da ilvibonese.it, ha messo nel mirino soprattutto l’attesa prolungata dell’ambulanza:”Nonostante le nostre continue sollecitazioni, nonostante i nostri innumerevoli richiami, nonostante le ripetute rassicurazioni dei vertici dell’Asp di Vibo Valentia, siamo costretti ad assistere a fatti gravissimi che non possono trovare giustificazioni. Tutto ciò è inaccettabile”. Il primo cittadino ha aggiunto:”Non si tratta certo del primo caso di questo tipo che accade. Ci era stato promesso l’arrivo in tempi celeri di un’automedica 4×4 e, invece, a distanza di mesi siamo ancora in attesa. I vertici dell’Asp non possono continuare a temporeggiare e a nascondersi dietro altre responsabilità: c’è una comunità che ha bisogno di risposte concrete e non di parole e dilazioni. Stiamo parlando di servizi indispensabili e non si può dormire mentre la gente vive sulla propria pelle esperienze traumatiche. Pretendiamo azioni ed anche velocemente”.



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