MILAN/ Abbiati dopo la disfatta: «Siamo disuniti, bisogna cambiare mentalità»

- La Redazione

Il numero uno rossonero mette tutta la squadra sotto accusa, colpevole di non gestire al meglio la fase difensiva

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Ronaldinho attaccante del Milan (Foto Ansa)

La buona notizia per la difesa del Milan non arriva da Torino ma da Malpensa, dove ieri è atterrato il neo acquisto Thiago Silva. La notizia cattiva è che il brasiliano non potrà scendere in campo prima di settembre, quindi Carlo Ancelotti dovrà tirare avanti con gli uomini che ha a disposizione, salvo qualche rattoppo invernale. L’inverno rossonero si fa sempre più freddo, con il Diavolo a -9 dalla vetta è una squadra apparsa troppo fragile: «La cartolina della serata – sottolinea l’allenatore – è che abbiamo regalato troppo». Tra le tante sbavature difensive, una in particolare non va già a Carletto «I gol su palla alta da calci da fermo. Abbiamo difeso a zona in certe situazioni, siamo stati sorpresi. E loro erano più veloci. Sul cross però finisce la zona e si marca, Kaladze non l’ha fatto nell’occasione di Amauri». La sintesi è quattro palloni in fondo al sacco: «Sono davvero troppi. Non da Milan. Zambrotta espulso? Quando sei ammonito devi temporeggiare un po’…episodi. Uno degli episodi decisivi del match».

Chi ha avuto un posto privilegiato, suo malgrado, per assistere alla debacle rossonera è stato Christian Abbiati, trafitto dal poker bianconero:«E’il caso di cambiare in fretta la nostra mentalità difensiva. Tutti assieme si attacca e tutti assieme si difende. Questa è una regola fondamentale: contro la Juventus siamo stati disuniti, ecco perché è finita in questo modo». Tra tutte le reti quella che il portiere proprio non ha digerito è stata quella di Chiellini: «Su quella palla dovevamo arrivare prima noi, quello è un gol da non prendere».



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