ESCLUSIVA/ Juventus, i piccoli azionisti al Cda: caro Blanc vuoi rispondere alle nostre 5 domande?

Domani nell’assemblea dei azionisti bianconeri  alcuni di loro porranno alcune domande all’attuale Cda: dalla gestione finanziara, al rapporto con i media fino ad affrontare un passato che dopo Calciopoli sembra essere stato cancellato senza pietà

26.10.2009 - La Redazione
blanc_ranieri_R375x255_12mag09

Anticipiamo i contenuti che verranno dibattuti domani nell’assemblea degli azionisti bianconeri da parte del team di JU29RO, sito di controinformazione e analisi sul mondo bianconero, che annovera tra i suoi collaboratori un nutrito gruppo di piccoli azionisti della Juventus.

Domani mattina, alle ore 11, gli azionisti della Juventus FC SpA si riuniranno in assemblea presso il Centro Sportivo di Vinovo per deliberare sull’approvazione del bilancio relativo all’esercizio chiuso il 30 giugno 2009 e sul rinnovo delle cariche sociali (consiglio di amministrazione e collegio sindacale).

Non sono ovviamente previste sorprese in merito all’esito delle votazioni sugli argomenti all’ordine del giorno, poiché Exor SpA e Libyian Arab Foreing Investment Lafico S.A. (“Lafico”) detengono, rispettivamente, il 60,001 ed il 7,502 per cento delle azioni. Verrà quindi certamente approvato il bilancio d’esercizio, con un utile netto di circa 6,6 milioni di euro. E, per quanto riguarda le cariche sociali, saranno nominati i consiglieri (ed i sindaci) indicati da Exor ed il consigliere di minoranza indicato da Lafico. Usciranno quindi dal consiglio il Presidente Cobolli Gigli (destinato ad essere sostituito da Jean-Claude Blanc) e Gianpaolo Montali ed entrerà, in rappresentanza della Lafico, Khaled Fareg Zentuti.

L’esito scontato dell’assemblea, comunque, non scoraggerà certo tanti piccoli azionisti dal partecipare con passione ai lavori. Si tratta, infatti, dell’unico momento in cui hanno l’occasione di discutere le scelte del management bianconero con i diretti interessati.

In questi ultimi tre anni, le assemblee della società di Corso Galileo Ferraris sono state piuttosto movimentate e caratterizzate da interventi molto critici dei piccoli azionisti (che, non dimentichiamolo mai, sono prima di tutto tifosi con il cuore a strisce bianconere) nei confronti del nuovo corso juventino. Ed è plausibile attendersi che anche l’assemblea di domani non si discosti da questo copione. C’è una spiegazione di queste dinamiche e trova le sue radici nell’estate del 2006. Calciopoli (rectius, Farsopoli), infatti, ha determinato una profonda frattura nella storia bianconera, come certificato dal Presidente Onorario Franzo Grande Stevens (già Presidente della società proprio negli anni oggetto delle sentenze farsopolesche), secondo il quale “la nuova Juve è nata nel maggio del 2006”. C’è, quindi, un prima (la Juve degli Agnelli). E c’è un dopo (la Juve di John Elkann e dei suoi tutori, Gabetti e Grande Stevens). Ed il dopo è visto con sospetto da molti azionisti.

Lo ju29ro Team (www.ju29ro.com), un think-tank nato sull’onda di Farsopoli allo scopo di discuterne e revisionarne gli esiti giornalistici e giudiziari, annovera al proprio interno diversi azionisti, che come al solito parteciperanno all’assemblea, proponendo interventi critici sulla gestione di questi tre anni.

Ecco alcuni dei rilievi più significativi che verranno formulati domani:

 

1) Assenza di figure preparate ed esperte dal punto di vista calcistico all’interno della Gestione Sportiva. I risultati si sono visti in questi tre anni: operazioni di calciomercato gestite con approssimazione, acquisti e cessioni sballati, mancanza di un adeguato filtro e raccordo tra dirigenza, staff tecnico e giocatori (si pensi, ad esempio, a come l’anno scorso Ranieri venne lasciato in balia dei capricci di alcuni senatori).

 

2) Comunicazione non all’altezza. Mass-media ed avversari possono continuare a infangare la Juventus e la sua storia senza che debbano temere alcuna reazione o conseguenza. Si veda, tanto per fare un esempio recente, l’episodio di Juventus – Fiorentina: tifosi ospiti hanno indossato magliette “inneggianti” la tragedia dell’Heysel, con la scritta “MENO 39” sulla schiena, e nessuno in società ha sentito l’esigenza di manifestare il proprio sdegno.

 

3) Rispetto delle regole di fair play finanziario. A venir criticata non sarà, ovviamente, la scelta di questa strada, virtuosa e lodevole (peraltro, già intrapresa con successo dalla gestione precedente, cui però l’attuale, quanto a competenza tecnica, non è finora neanche lontanamente paragonabile), quanto l’incapacità di pretendere che anche gli altri club si adeguino. Meno dichiarazioni di facciata e più iniziative volte a far sì che chi elude le regole ne subisca le conseguenze.

 

4) Ruolo svolto dalla Juventus nella rivisitazione della governance del calcio italiano e nel processo di assegnazione dei diritti televisivi e di definizione dei criteri per la ripartizione dei relativi proventi (in vigore dalla stagione 2010/2011). Tra i vari punti in discussione, c’è il fatto di aver accettato che, per stabilire una parte consistente della quota di diritti televisivi spettanti alla Juve, vengano considerati i risultati delle 5 stagioni sportive precedenti il 2010/2011 e, cioè, proprio le stagioni “inficiate”, direttamente od indirettamente, da Farsopoli.

 

5) Denigrazione, esplicita od implicita, della gestione precedente. Si pensi al mancato riconoscimento dei meriti di Giraudo & Co. nel Progetto Stadio (che si avvia alla completa realizzazione grazie alle scelte lungimiranti del passato). Oppure, alla denuncia contro ignoti (che, però, ignoti non sono…) presentata nell’ambito del procedimento in corso presso il Tribunale di Torino, a carico dei precedenti amministratori, per falso in bilancio ed infedeltà patrimoniale.

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori