ESCLUSIVA BOLOGNA-INTER/ Mihajlovic racconta i nerazzurri e l’ex Mancini: «Un allenatore da Real Madrid!»

- La Redazione

SINISA MIHAJLOVIC racconta la partita del dall’Ara, una sfida che una volta valeva il tricolore, poi parla di Mancini e della nazionale Serba, la “mina vagante” di Sudafrica 2010

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MIhajlovic (Ansa)

Bologna – Inter una partita dal fascino suggestivo, una sfida che negli anni sessanta decideva lo scudetto. A commentare questo incontro è un ex di tutte e due le formazioni. Sinisa Mihajlovic ha infatti vestito la maglia dell’Inter dal 2004 al 2006 ed è stato anche viceallenatore di Roberto Mancini dal 2006 al 2008 poi, nella stagione 2008 – 2009 ha guidato per una parte del campionato lo stesso Bologna.

Mihajlovic, oggi c’è Bologna – Inter. Sulla carta una partita dal pronostico già deciso. Come finirà?

L’Inter quando è in giornata non teme nessuna squadra. C’è poco da fare. E’ una compagine straordinaria, che ha dei numeri incredibili. Credo però che oggi, anche se parte favorita, avrà la testa al match di Champions League di martedì prossimo con il Barcellona. Il Bologna potrebbe approfittarne.

Che differenza c’è tra l’Inter di Mancini e Mihajlovic e quella di Mourinho?

Sono due Inter vincenti tutte e due. Con una differenza importante. Adesso i giocatori dell’Inter scendono in campo più convinti del loro valore. Hanno acquistato la mentalità giusta. Sono abituati a vincere e lo fanno con grande semplicità.

Quali sono i giocatori determinanti dell’Inter?

Tutti i giocatori dell’Inter sono fortissimi. Ma se dovessi dire quali sono quelli veramente determinanti parlerei di Julio Cesar, di Maicon, Stankovic e Balotelli.

E nel Bologna i più forti quali sono?

Di Vaio e Zalayeta quando sono in giornata non temono rivali. Poi Viviano, in porta sa fare cose eccezionali.

Com’è il clima in questi due club?

Ci sono aspettative differenti. All’Inter bisogna sempre vincere. Ma anche il Bologna ha una grande storia, una grande tradizione. Sono due club che in maniera diversa hanno lasciato una traccia importante nel calcio italiano.

 

E le due città?

Si lavora tranquilli. Sono due città dove mi sono trovato molto bene, dove si vive bene.

 

Rispetto a Roma, com’è il rapporto con i tifosi e con la città?

A Roma c’è molta più pressione. La passione è gigantesca. C’è un attaccamento alla squadra incredibile e un rapporto fortissimo da parte dei tifosi, della città.

Parliamo di calcio internazionale. La Serbia, la nazione a cui lei appartiene si è qualificata per i Mondiali in Sudafrica. Come vede questa squadra, che possibilità ha?

E’ una squadra molto forte. Si era già qualificata per Germania 2006. Secondo me ha ottime possibilità di far bene ma non so dire dove possa arrivare. So però che sarà un cliente difficile per tutti. Una mina vagante, capace di ogni impresa.

 

Dove le piacerebbe allenare all’estero?

In Inghilterra e Spagna ci andrei molto volentieri. Sono due campionati affascinanti dove si gioca un grande calcio.

In Spagna potrebbe andare Roberto Mancini. E’ allenatore da Real Madrid?

Mancini è un grande allenatore ed è stato un grande giocatore prima. Mancini ha già dimostrato di avere delle qualità straordinarie come tecnico. Andrebbe benissimo per un club importante come il Real.

 

(Franco Vittadini)

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