ESCLUSIVA CAGLIARI – JUVENTUS/ Cuccureddu: il mio cuore diviso tra sardi e bianconeri. Del Piero? Sarà ancora molto utile

- La Redazione

ANTONELLO CUCCUREDDU, allenatore del Pescara, analizza la gara di questo pomeriggio tra Juventus e Cagliari. La squadra di cui è tifoso e in cui ha militato per molte stagione contro quella della sua terra

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Alex Del Piero (Foto: ANSA)

ESCLUSIVA CAGLIARI JUVENTUS – Antonello Cuccureddu, una vita di calciatore alla Juventus, in cui ha militato dal 1969 al 1981. Una carriera prestigiosa come allenatore in squadre importanti. Ora il tecnico sardo sta cercando di portare il Pescara di nuovo in serie B. L’amore per la Juventus di cui si proclama sempre tifoso, le sue radici proprio in quella Sardegna, dove è nato ( ad Alghero precisamente).

E oggi c’è Cagliari – Juventus, un crocevia importante per la compagine bianconera un crocevia importante prima del derby d’Italia, che potrebbe già decidere un pezzo di scudetto. L’abbiamo intervistato in esclusiva per ilsussidiario.net

Cuccureddu oggi c’è Cagliari – Juventus. Come vede questa partita?

E’ un incontro molto incerto dove possono arrivare tutti i risultati. Una partita molto interessante.

Questa Juventus è reduce dalla sconfitta con il Bordeaux…

La Juventus deve trovare equilibrio. Ha un rendimento altalenante e questo influisce sulla sua costanza di rendimento.

Diego ancora non convince…

Diego ha grande talento. Lo stiamo aspettando tutti per vedere una Juventus ancora migliore.

Cosa non va allora…

Penso che la Juventus debba recuperare tutti i giocatori infortunati e poi potrà fare meglio. E poi mi aspetto molto da Del Piero. Può ancora essere importante in questa squadra.

Il Cagliari invece come lo vede?

Il Cagliari è una squadra che punta più sul collettivo che sulle individualità. E’ una buona squadra che può mettere in difficolta chiunque.

Può puntare a una qualificazione all’Europa League?

Intanto è meglio che faccia più punti possibile, che pensi innanzitutto a salvarsi. Poi potrà concentrarsi anche sulla qualificazione all’Europa League.

Dove batte il suo cuore sportivo?

Sono juventino. Sono nato juventino. Ma le mie radici sono sarde. Anche il Cagliari è nel mio cuore.

 

Parlando di allenatori come giudica la nuova ondata di tecnici italiani?

E’ sempre la stessa discorso. Dipende dal club dove alleni. Se sei in uno molto importante devi solo vincere. In un altro puoi fare anche bella figura, senza dover per forza raggiungere risultati incredibili.

 

Mourinho sta deludendo in Europa…

Non credo sia colpa solo di Mourinho. In campionato ci sono gli stessi giocatori che in Champions. Forse l’Inter è solo più debole di altre squadre europee.

 

Invece il suo vecchio maestro Trapattoni si stava per qualificare per i Mondiali con l’Irlanda…

Trapattoni è un grande. Sa sempre dare il suo apporto decisivo, caricare i giocatori e la squadra. L’Irlanda meritava di passare. Se non fosse stato per quel fallo di mano di Henry! E’ stato un vero e proprio scandalo.

 

Lei intanto sta facendo cose importanti a Pescara….

E’ una piazza importante. C’è tanto entusiasmo, tanta voglia di calcio importante. Sto cercando di portare la squadra in serie B. Ma non è per niente facile. Ci sono molte squadre forti.

 

Tante club e tante città, quelle della prima divisione che sognano in grande…

Nei due gironi di prima divisione ci sono club che hanno conosciuto la serie A, che hanno frequentato campionati importanti. Ci sono il Verona, la Ternana, il Perugia, il Ravenna, lo stesso Pescara. E altri ancora. C’è una passione incredibile. Con squadre che hanno fatto la storia del calcio.

 

Il Pescara rappresenta anche l’Abruzzo…

Certo sarebbe bello diventare un simbolo sportivo di questa regione. Dare gioia a una popolazione che ha vissuto un dramma come quello del terremoto per riuscire anche nello sport a rappresentare degnamente questa regione.

 

Organizzare match importanti…

Si il pubblico ha risposto alla grande anche per la partita tra Italia e Olanda. Sarebbe bello in futuro organizzare degli incontri con club importanti Come il Real Madrid o il Manchester United per aiutate le popolazioni colpite dal terremoto.

 

Un modo per far risorgere l’Abruzzo…

Anche lo sport, anche il calcio deve dare il suo contributo per aiutare a risolvere questa tragedia. Fino in fondo.

 

(Franco Vittadini )

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