AS ROMA/ Continua il braccio di ferro Unicredit-Sensi, Italpetroli: “Risponderemo punto su punto”

- La Redazione

Pignorati due Hotel del Sensi che però non mollano

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Rosella Sensi pensierosa (Foto Ansa)

La telenovela tra la banca di Piazza Cordusio e la società di Rosella Sensi ha registrato nuovi sviluppi. Il gruppo bancario, socio al 49% della Compagnia Italpetroli, vanta infatti un credito di circa 300 milioni di euro nei confronti dell’azienda petrolifera fondata da Franco Sensi e ora controllante indiretta dell’As Roma. L’istituto di credito avrebbe in corso diverse richieste di decreti ingiuntivi volti a pignorare proprietà ed asset dei Sensi, con lo scopo di rientrare di quel debito che ormai è diventato ingombrante quanto fastidioso. Proprio in questi giorni si è avuta la notizia dell’avvenuto pignoramento, richiesto da Unicredit coprorate banking e autorizzato dal tribunale, di due strutture alberghiere appartenenti alla famiglia Sensi: si tratta del “SunBay Park Hotel” di Civitavecchia e del “Filippo II” all’Argentario. Il provvedimento giudiziario prevede, in mancanza di accordi tra le parti, un iter che porterebbe alla messa all’asta degli hotel.

All’orizzonte si scorgono però spiragli di una trattativa: sembra infatti che la famiglia Sensi ricorrerà ad un arbitrato per riaprire il dialogo con Unicredit e trovare, attraverso l’azione dei rispettivi giuristi, la via d’uscita che possa soddisfare le parti. Intanto da fonti vicine alla holding dei Sensi, Adnkronos ha appreso che ”Italpetroli oggi ha stigmatizzato duramente quanto riportato dalla stampa e ha comunicato, per ora in via informale, che molto presto il Gruppo Italpetroli abbandonerà la linea di riserbo, sino ad ora tenuta, per rispondere punto su punto a quanto propalato strumentalmente in loro danno e che vi saranno reazioni nelle sedi competenti contro ogni ulteriori aggressione ai propri diritti ed ai propri beni con adeguate azioni risarcitorie”. Sempre tali fonti hanno poi ribadito che “i pignoramenti dei due alberghi del Gruppo – per circa 3 milioni di euro – sono frutto di un’azione tanto illegittima quanto abusiva, come presto si evidenzierà”.

 

(Marco Fattorini)

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