La Roma se la Riise. Le pagelle di Roma – Fulham (2-1)

- La Redazione

I giallorossi vincono in rimonta grazie a un gol da fuori area del danese e da un colpo di testa di Okaka, in campo dal primo minuto al posto di Vucinic

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PAGELLE ROMA FULHAM

5.5: Prestazione non pienamente valutabile, la sua. Il brasiliano, spiazzato sul rigore e insicuro in alcuni interventi di uscita, non è infatti rientrato nel secondo tempo a causa di un infortunio.

6: Quarantacinque minuti di tranquillità e ordinaria amministrazione. Il vice di Doni non ha dovuto gestire situazioni pericolose e, nei pochi interventi che si è trovato ad affrontare, ha dimostrato sicurezza e controllo.

6,5: Fa reparto da sè, amministra con precisione l’assalto finale dei londinesi. Sfiora il gol sia di testa che con un tiro

5: Meno lucido e preciso rispetto alla prestazione di domenica scorsa con il Bologna. In campo dal primo minuto, causa il rigore del Fulham. Può fare, e ha fatto, molto ma molto meglio di oggi.

5: Anche lui, in linea con i due compagni di cui sopra, non riesce a dare sicurezza alla difesa della Roma. Sbaglia e perde palla in diverse occasioni, sulla fascia si vede poco. Opaco.

6,5: Nel primo tempo appare più spento rispetto alle partite precedenti. Ma nella ripresa ha modo di farsi notare, prima grazie ad un gol decisivo, poi per alcuni interventi difensivi che mettono in mostra la grinta e la voglia di giocare della colonna norvegese. Che surclassa il fratello “londinese”.

5: Non ci siamo. Il giovane centrocampista, chiamato a gestire la fascia sinistra, riceve molti palloni e ha più volte l’occasione di dar vita a iniziative offensive. Ma sbaglia ripetutamente i cross e, quando si cimenta nel dribbling, fallisce. Indeciso e troppo “scolastico”, gli occorre più coraggio.

6: Anche se assente per un solo turno, era atteso da tutti. Il centrocampista romano è tornato con la fascia di capitano e ha lottato su parecchi palloni cercando di coordinare le azioni offensive. Prestazione non molto brillante la sua, ma comunque Daniele svolge i compiti essenziali e non sbaglia granché. Una certezza.

 

6: Costretto più volte al possesso palla ad oltranza, in mancanza di compagni nelle vicinanze, il cileno torna ad affiancare De Rossi e con lui gestisce il gioco a centrocampo fornendo alcuni passaggi interessanti, sbagliando in qualche caso. Lavoratore.

 

5: Torna in campo dal primo minuto ma non dà i risultati sperati. Si muove sulla fascia e non incide, sbaglia alcuni cross piuttosto semplici e non riesce ad entrare in partita. Sostituito nell’intervallo da Menez. Deve recuperare forma, grinta e continuità.

 

6: Non parte dal primo minuto ma riesce ad inserirsi abbastanza bene nel gioco sulla fascia, al posto di Cicinho. Tenta subito un incursione interessante, poi fornirà ad Okaka il pallone del vantaggio. Può fare molto di meglio, coerentemente con le sue ottime qualità.

 

6,5: Il francese gioca uno spicchio di gara e lo fa fruttare. Prende il posto di un deludente Guberti e fa girare meglio il pallone a partire dalla fascia. Coerente con il suo stile, si avventura in azioni personali e dribbling, non sempre vincenti, ma fornisce anche dei buoni spunti per i compagni. Giovane e pieno di grinta.

 

6,5: Un primo tempo di errori e tentennamenti. L’attaccante romanista fatica a entrare in partita, a causa di stop sbagliati e di un isolamento in attacco che poco gli concede. Nella ripresa però, mostra un’altra grinta, esibendo un gioco migliore e più sicuro, che culmina nel gol della vittoria.

 

5,5: Avrebbe potuto e dovuto sfruttare meglio la propria fisicità. In entrambi i tempi di gioco, salvo alcune iniziative interessanti, non ha potuto dare un significativo contributo alle (disorganizzate) azioni offensive della Roma.

6: Quello che conta, si sa, è il risultato. E questi sono tre punti d’oro. Però la sua è una Roma che entra in partita solo nel secondo tempo e, per di più, senza mostrare un gran bel gioco, a partire dall’organizzazione dell’attacco. Forse la coppia Okaka-Baptista si è rivelata una scelta azzardata, anche se, complici i vari infortuni, non vi erano molte altre opportunità.

 

(Marco Fattorini)

 



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