ESCLUSIVA ROMA LAZIO/ Damiano Tommasi: Il derby? Niente pronostici ma forza Roma!

- La Redazione

DAMIANO TOMMASI racconta la sua esperienza nella Roma, il derby e le prospettive di questa squadra

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Tommasi ai tempi della Roma (Foto Ansa)

A poche ore dall’attesissimo derby capitolino, ilsussidiario.net ha intervistato in esclusiva Damiano Tommasi, ex centrocampista di Verona, Roma e Levante che ha militato per oltre dieci anni nelle fila giallorosse, vincendo anche uno scudetto. L’anima candida, così soprannominato da Carlo Zampa, ha analizzato per noi la sfida tra Roma e Lazio raccontando anche la sua esperienza a Roma e i suoi piani futuri.

Tommasi, come ci descrive l’esperienza calcistica appena conclusa con la squadra cinese Tianjin Teda?

E’ stata una bellissima esperienza di vita. Molto difficile gli inizi ma alla fine sono stato molto soddisfatto anche se non abbiamo raggiunto il quarto posto che ci avrebbe permesso di qualificarci per la Asian Champions League 2010

Lei è stato una delle colonne portanti della Roma. Più di dieci anni di maglia giallorossa e tante soddisfazioni, scudetto compreso. Cosa l’ha spinta a fermarsi così a lungo nella Capitale?

Quando si ha la stima e l’affetto delle persone con le quali si lavora è molto facile rimanere a lungo in una squadra. La mia famiglia, poi, ha legato molto con Roma citta’ e per questo siamo rimasti così a lungo

Ci svela il perché della sua partenza da Roma?

Dopo l’infortunio del 2004 ho vissuto un lato molto negativo dell’essere calciatore a Roma. Ho vissuto il dietro le quinte per molti mesi e soprattutto ho conosciuto meglio certe dinamiche di comportamento e certe persone. Purtroppo la fiducia nei miei confronti non e’ stata piu’ la stessa e solo l’arrivo di Spalletti mi ha convinto a tornare (mi era nel frattempo scaduto il contratto). Dopo una stagione con Spalletti ho comunque capito che non era piu’ l’ambiente giusto per poter lavorare. L’esperienza all’estero mi affascinava e ho deciso di partire alla volta di Valencia (ha giocato nel Levante, seconda squadra della città, ndr).

Oggi c’è il derby. La Roma sta uscendo bene da un periodo grigio mentre la Lazio è in piena crisi. Lei come valuta questa sfida?

La solita sfida cittadina carica di tensione e di timori. Purtroppo negli ultimi anni è tornata ad essere importante soprattutto per lo spirito delle due squadre mentre qualche anno fa era una sfida scudetto.

 

Un pronostico per Roma-Lazio?

Non vorrei essere banale e nemmeno scaramantico… perciò niente pronostici ma forza Roma.

 

Quale è un derby, da lei giocato, che ricorda con emozione?

Il 3-3 in recupero con la Roma di Zeman e in inferiorità numerica…

In tanti anni di Roma, Damiano Tommasi ha giocato al fianco di Francesco Totti. Il capitano è ora tornato alla ribalta dopo infortuni e critiche. Cosa pensa del numero 10 giallorosso? Sarebbe ancora utile in nazionale?

Totti è il simbolo della Roma del 2000 e lo sarà per tanti anni ancora. Ho sempre avuto un bel rapporto con lui e mi sono accorto che tante chiacchiere attorno a lui nascono e si alimentano senza motivo. I suoi infortuni, le sue ricadute, i suoi ritorni, la nazionale…tutti temi che fanno nascere commenti, critiche e dubbi ma che lui ha gestito e gestirà a livello personale molto bene, come ha sempre fatto.

Che obiettivi può porsi la Roma di Ranieri, per l’immediato presente e per il futuro?

La Roma ora deve riprendere fiducia in se stessa. I giocatori devono riuscire a recuperare l’autostima che avevano acquisito negli anni di Spalletti ma che avevano smarrito negli ultimi mesi. Inoltre le tante chiacchiere che riguardano la società non aiutano a pianificare un futuro con parametri certi.

 

Il suo addio al calcio ha destato attenzione tra tifosi e appassionati di questo sport. Cosa farà ora Damiano Tommasi?

Sto aspettando il tesseramento con la squadra del paese dove sono cresciuto, il S.Anna d’Alfaedo, che milita in seconda categoria veneta. Spero arrivi presto perché non vedo l’ora di riprendere l’attività in campo. Per il resto cerco di restituire alla mia famiglia un po’ del tempo che ho sottratto loro in tutti questi anni di carriera professionistica.

 

(Marco Fattorini)

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