INTER/ Moratti e quel suo limite di non saper vincere con stile

Non si placano le polemiche dopo il gol di mano di Adriano nel derby e le dichiarazioni del presidente Moratti nel pomeriggio di ieri

17.02.2009 - La Redazione
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L’ultima giornata di campionato ha messo molto probabilmente un sigillo sullo scudetto dell’Inter, ma allo stesso tempo ha riaperto ferite non ancora sanate. La squadra di Mourinho vince, senza convincere, e appare la più forte del campionato. La classifica a questo proposito parla chiaro. Sono, quindi, comprensibili le scene di giubilo dei giocatori a fine gara sul terreno di gioco. Sono meno comprensibili le dichiarazioni a freddo (del giorno successivo al derby) del presidente Moratti: «Il gol di Adriano? Avremmo vinto comunque».

Non c’è solo un gol che sarebbe stato da annullare, c’è anche un mancato rigore assegnato per fallo di Chivu su Inzaghi. A fronte di queste osservazioni il presidente dimostra di non sapere vincere con stile. Dimentica, forse, quando certi episodi accadevano sulla sponda juventina e lui era il primo a lamentarsi e ad agitare i sospetti. Adesso che è dalla parte dei vincitori non si ricorda di cosa si prova ad inseguire, non si ricorda più cosa si prova ad assistere inermi a decisioni arbitrali discutibili. Non sapeva perdere e oggi non sa vincere. Non importa certo a Moratti che tutti i quotidiani italiani abbiano ironizzato sulla capacità dell’Inter di «mettere le mani sullo scudetto». E Mourinho? Ha imparato alla svelta la lezione italiana dei lamenti preventivi contro una classe arbitrale a suo dire non rispettosa dell’Inter. Cosa dovrebbero dire allora il Chievo o la Reggina? Oggi da più parti si grida alla buona fede degli arbitri.

Oggi come ieri sbagliano e gli errori finiscono quasi sempre per agevolare le squadre di vertice. Oggi come ieri hanno la capacità di rendere antipatica la compagine al vertice, che non avrebbe certo bisogno dei piccoli favori. L’Inter di Moratti è molto, troppo per alcuni, simile alla Juve di Moggi. Ci sarà mai qualcuno che avrà il coraggio di guardare con serenità a calciopoli e avrà l’onesta intellettuale di correggere quanto scritto e detto sui giornali all’indomani dell’esplosione del caos giudiziario.

(Luciano Zanardini)

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