BALOTELLI/ Super Mario è un ultrà che gioca

- La Redazione

Riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata del giornalista Alessandro Banfi, Vicedirettore di Videonews (Mediaset)

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Caro Direttore,

Ero a Torino, sabato sera, per vedere Juventus Inter. Lo avevo promesso a mio figlio minore che oggi compie 12 anni. Ci siamo fatti 1300 chilometri in macchina per andare allo Stadio Olimpico, da Roma dove viviamo, e dove mio figlio tifoso juventino è cresciuto all’ombra degli sfottò di romanisti e laziali. Anche nell’anno della B. Dico subito come la penso: andrebbe punito, e in modo esemplare, Mario Balotelli. Punire invece la Juventus e farla giocare a porte chiuse è come vedere il dito e non la luna. E’ paradossale. Mi spiego. I tifosi sono sempre un po’ stupidi e i loro cori segnati dagli unici tabù rimasti nella nostra società permissiva, tipo svastiche naziste, razzismo, cose del genere. E’ sempre stato così in ogni stadio. E anche naturalmente sabato sera dove ho sentito vicino a me ripetere lo slogan idiota: “Non esistono negri italiani”. Ricordo peraltro di aver sentito gli stessi soliti Buuu a Roma contro Sissoko, grande atleta nero della Juve da altre tifoserie.

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Rammento bene anche gli insulti allo zingaro Ibrahimovic, quando per nostra fortuna giocava ancora in bianconero. La differenza però sabato sera l’ha fatta Balotelli. Il vero caso è rappresentato dal suo comportamento in campo. “Super Mario”, come lo chiamano a San Siro i tifosi dell’Inter, è un giovanissimo giocatore di talento, di grande talento. Ma il suo modo di andare in campo è il peggio del peggio. Sbruffone, gradasso, provocatore. Irride Cristiano Ronaldo, scalcia Alessandro Del Piero, pensando che insultare o provocare un grande campione faccia aumentare la sua popolarità, fa gestacci agli arbitri, linguacce alle curve. In altre parole è un ultrà che gioca. Questo ho visto a Torino con i miei occhi. La stupidità delle curve è stata eccitata da un giovanotto di talento, cui nessuno ha ancora insegnato che il vero campione di calcio deve comportarsi in altro modo. Le sue continue provocazioni hanno esasperato il pubblico che lo ha preso di mira. Non ho sentito quella sera stupidi cori razzisti verso Muntari o Vieira, interisti di colore anch’essi.

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Perché? Perché Balotelli vive di sberleffi, linguacce, insulti. Rimedia sempre il cartellino giallo ma evita sempre quello rosso. Sabato sera un giocatore consumato come Tiago è caduto nella trappola della sua irrisione e si è fatto espellere. Capita. Però Balotelli andrebbe fermato. In un Paese che non ha convocato Cassano in Nazionale, lui gioca nell’Under 21 e non è un bell’esempio. Quanto a Moratti, gli chiedo: perché non ritira Balotelli? Se fosse coerente lo dovrebbe fare. Tanto più che SuperMario, idolatrato dagli ultrà, a quanto risulta è stato punito per indisciplina già da Mancini e sicuramente anche da Mourinho, e non sembra simpatico agli stessi compagni di squadra, come Ibra. La vergogna nazionale non sono i cori razzisti che vanno sì puniti, ma il fatto che nessuno si ponga il problema di un ragazzino campione che dà questo esempio. Che eccita gli istinti peggiori di ogni tifoseria. A Manchester come a Torino.

(Alessandro Banfi)

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