ESCLUSIVA/ Sampdoria, lo “Special One” Favini racconta Pazzini dai 14 anni alla…Nazionale?

- La Redazione

MINO FAVINI responsabile del settore giovanile dell’Atalanta racconta Giampaolo Pazzini, uno dei suoi ragazzi ai tempi delle giovanili degli orobici e ora trascinatore dei blucerchiati in vetta alla classifica

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Pazzini con Palombo (Foto Ansa)

E’ un genio del pallone. Mino Favini è stato definito da Cesare Prandelli lo special one, già prima che questo appellativo fosse destinato a Mourinho. Lui è un grande scopritore di talenti, di giocatori che poi si sono affermati nel nostro campionato. Fra questi c’è Giampaolo Pazzini, il centravanti della Sampdoria che ha sconfitto l’Inter dei mille campioni. Favini ha una lunga carriera alle spalle. Tanto per citare alcuni nomi, aveva scoperto Stefano Borgonovo e Gianluca Zambrotta. All’Atalanta poi ha scoperto giocatori come lo stesso Pazzini, Montolivo, Guarente, Pisani, Rossini, Montolivo e recentemente Vito Mannone, portiere ora in forza all’Arsenal.

Favini ci può raccontare la storia di Pazzini, da quando l’ha scoperto a quando l’ha portato all’Atalanta?

Siamo andati a prenderlo al Margine Coperta, la squadra di un paesino vicino a Montecatini. Aveva solo 14 anni e già dimostrava tutto il suo talento. Del resto da quella piccola società sono venuti fuori giocatori come Pisani, Rossini, Guarente. Calciatori che hanno arricchito il vivaio dell’Atalanta.

Una bella storia quella di Pazzini…

Sì è un ragazzo che col tempo è cresciuto, non si è mai montato la testa. Le vittore sono state importanti, ma hanno contribuito a formargli il carattere. Come la Coppa Italia Primavera conquistata con l’Atalanta o come l’esordio in serie A a soli 18 anni o il successo nel Campionato Europeo under 21. E’ grande come calciatore e come uomo.

Ci può raccontare qualche aneddoto?

Ho un ricordo particolare che riguarda sia Pazzini che Montolivo. Hanno vinto il titolo europeo e proprio nello stesso periodo hanno conseguito rispettivamente il titolo di ragioniere e di geometra. Non hanno rinunciato a studiare, capendo come sia importante l’impegno scolastico, anche se sono calciatori famosi. Segno di un’intelligenza e di un’umiltà notevole…

Che rapporto ha con Pazzini, lo sente ancora?

Certo è rimasto un bel rapporto. Ogni tanto lo sento. Mi racconta di come si trova bene a Genova, di come sia contento e del periodo bello della sua vita che sta attraversando.

 

Pazzini – Cassano ricordano Vialli – Mancini?

Vialli – Mancini hanno fatto cose grandi alla Sampdoria. Cassano – Pazzini hanno tutti i requisiti tecnici per fare anche loro molto bene. Con un campione come Cassano tutte le qualità tecniche di Pazzini possono essere valorizzate al massimo.

 

Com’è maturato Pazzini in questi anni?

E’ cresciuto sul piano tecnico, ha migliorato le sue doti di realizzatore. E ritengo che questa crescita sia progressiva. E’ in costante miglioramento.

 

Come giudica Pazzini. E’ il centravanti futuro della Nazionale?

Innanzitutto Pazzini ha già esordito in maglia azzurra. Poi, certo, ha tutte le carte in regola per conquistarsi un posto in Nazionale.

 

 Quale centravanti del passato le ricorda? 

E’ simile a Stefano Borgonovo con in più un ottimo colpo di testa. Entrambi hanno indubbie qualità tecniche e fiuto del gol.

 

Passiamo a un altro prodotto dell’Atalanta che sta facendo faville: Vito Mannone sta facendo molto bene all’Arsenal…

E’ un buon giocatore e nella squadra inglese sta dimostrando tutto il suo talento. E’ uno dei tanti ragazzi che scelgono di andare a giocare all’estero…

 

Cosa pensa di questa scelta?

Una scelta rispettabile, dovuta soprattutto a ragioni economiche. Ma non credo che questo sia determinante per la carriera di un giocatore. Anche restando nel campionato italiano si può riuscire a costruire un’esperienza valida e a formarsi un futuro positivo.

 

(Franco Vittadini )

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