ESCLUSIVA INTER MILAN/ Donadoni e il derby scudetto che può riaprire il campionato

- La Redazione

Il commento di ROBERTO DONADONI in attesa del derby di Milano

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INTER MILAN – Roberto Donadoni ha giocato dodici stagioni nel Milan e oggi, in attesa di una chiamata su una panchina importante, analizza per il sussidiario.net la sfida tra Milan e Inter. In palio non ci sono i semplici tre punti, ma il discorso scudetto. In questi casi risulta difficile, però, fare dei pronostici, perché il match risulta esposto a molteplici variabili, non ultime le defezioni o gli acciacchi da ambo le parti. «Credo – esordisce Donadoni – che sia la classica partita aperta a tutti i risultati. Per la bellezza del campionato e per rendere tutto più interessante sarebbe auspicabile un successo del Milan, che così si avvicinerebbe all’Inter con una gara da recuperare». Se in molti si chiedono quale possa essere the man of the match, l’ex Ct della nazionale preferisce sottolineare «che Milan e Inter sono due squadre con due rose importanti». Senza sbilanciarsi in maniera eccessiva, l’ex rossonero ammette di fatto che il Milan possa essere favorito: «Sta bene e sta giocando un buon calcio».



Le parole hanno un peso e, forse, di conseguenza si può ipotizzare che la compagine di Mourinho non lo diverta molto sul piano del gioco. Superata la delusione di Napoli, Donadoni è pronto a ritornare ad allenare, anche se pare ovvio, ormai, che debba aspettare la prossima stagione per costruire qualcosa di solido. Il mister bergamasco ha le idee chiare sul suo futuro e, forte dell’esperienza come giocatore fuori dall’Italia, non ha preclusioni nei confronti del calcio estero. «Non escludo nulla, se ci fosse una proposta interessante, sarei pronto a valutarla». Non mancheranno le proposte per una persona seria e preparata. Non dimentichiamoci che la sua Italia uscì agli Europei soltanto contro la Spagna campione d’Europa, mentre a Napoli non ha trovato la fiducia per poter lavorare: non scatto mai il feeling con il presidente De Laurentiis (troppo passionale lui, troppo riservato e posato il tecnico), che l’avrebbe cacciato volentieri ancora in estate.

 

 

(Luciano Zanardini)

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