ROMA GENOA/ Bentornato Luca Toni. Cinque mesi dopo, tra emozioni e rivincite

Il bomber rossoblù ha trascorso mesi importanti nella Capitale dove ha strappato applausi al pubblico romanista senza però convincere la dirigenza

15.10.2010 - La Redazione
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Gulliver è sulla via del ritorno. Solo una serata, novanta minuti di calcio e contorno, quanto basta per riaccendere sincere emozioni e piacevoli ricordi. Luca Toni arriverà a Roma insieme alla pattuglia genoana per tentare l’impresa all’Olimpico. Sì, in prima fila ci sarà proprio il “pennellone” classe 1977 con un passato breve ma intenso all’ombra del Colosseo. Sembra trascorso un secolo, invece neppure un anno fa il bomber di Pavullo approdava nella Capitale dopo la trattativa natalizia sull’asse Roma-Monaco. Luca, arrivato con il suo fuoristrada tedesco a cavallo delle feste, cominciò a lavorare in solitaria a Trigoria con voglia e professionalità, l’obiettivo? Tornare al top per i giallorossi.

Una manciata di giorni e poi via con la presentazione in grande stile allo stadio Flaminio: diecimila persone sugli spalti per applaudire e inventare nuovi cori all’indirizzo del bomber tanto atteso e desiderato: è stato amore a prima vista quello tra Toni e il pubblico giallorosso. Poi la partenza sprint in campionato. In pochi giorni già grande intesa con spogliatoio e capitan Totti, una buona prova contro il Chievo e la doppietta all’Olimpico contro il Genoa (destino?). A seguire un infortunio che lo ha fermato per oltre un mese, ma che non ha diminuito la sua voglia di combattere e stupire. Nel frattempo il tanto auspicato To-To (“più atteso di Avatar”, scherzava Ranieri), non ha dato i frutti sperati, nonostante Totti e Toni si spendessero ogni volta con grande abnegazione. Un match, due, poi tre: l’incompatibilità si è fatta carne e per l’ex Fiorentina è arrivata anche qualche panchina non certo gradita.

 

La sua permanenza nella Capitale, durata appena cinque mesi, è proseguita tra i dubbi sul futuro e le aspettative del presente. Ma Gulliver, o Pennellone che dir si voglia, non ha atteso il destino, facendo tutto il possibile per meritarsi applausi e stipendio. Prestazioni di sudore e sacrificio ("ho dato tutto quello che potevo") in cui il bomber ha fatto a sportellate con le difese avversarie, facendo salire la squadra e procacciando occasioni. Ma anche I gol a Livorno e Udinese, per arrivare alla rete del 2-1 all’Inter che rimarrà  una perla indelebile nella mente dei tifosi romanisti. E in quella di Toni: "non potrò mai dimenticare la mia corsa sotto la Sud e quella marea umana che sembrava venirmi incontro, da brividi". La sua mano sull’orecchio, biglietto da visita per un’esultanza collaudata, approdava puntualmente sotto la Curva romanista dove una folla in delirio faceva a spintoni per coccolarselo.

 

La corsa scudetto vissuta da protagonista, il grande impegno personale e l’affetto del pubblico: tanti ingredienti per una festa presente e futura che tuttavia non hanno portato alla conferma sperata da Toni stesso. Si è trattato di una decisione dai tanti punti focali. La difficile collocazione nell’attacco giallorosso, l’età avanzata e i possibili ostacoli economici per il suo trasferimento definitivo, unitamente ai progetti della società, hanno spianato la strada alla partenza del giocatore. E così Toni ha fatto le valigie senza che nessuno da Trigoria lo tirasse per la giacca pregandogli di restare, un esito da lui stesso metabolizzato con un po’ di amarezza ("pensavo che facessero di più per trattenermi"). Senza contare la delusione per il fatto che nessuno, ai piani alti della società, "sia venuto a salutarmi o ringraziarmi".

 

Lo spirito, però, è quello di un ventenne: con rinnovate motivazioni il bomber di Pavullo ha accolto il progetto Genoa e oggi si dice pronto a "fare gol alla mia ex squadra per poter fare una dedica speciale". Timido il ragazzo, convinto pure che "esultare non sarebbe mancanza di rispetto". Contemporaneamente però, Luca conserva ottimi ricordi della sua esperienza romana, non passa intervista in cui non spenda parole di stima per l’amico Totti, i suoi ex tifosi ("per sempre nel mio cuore") e la sua ex squadra che gli hanno regalato 5 mesi intensi, 17 presenze e cinque gol. Ora l’Olimpico giallorosso è pronto ad accogliere nuovamente il suo ex bomber: niente fischi, solo applausi per chi, qualche mese fa, ha lottato per lo scudetto con cuore e sudore. In questi casi il prefisso "ex" non significa null’altro che riconoscenza. 

 

(Marco Fattorini)

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