ESCLUSIVA CICLISMO/ Bugno: Giro di Lombardia, Gilbert e Pozzato i miei favoriti

Abbiamo chiesto a GIANNI BUGNO  di fare il punto sulla stagone del ciclismo che si sta chiudendo.Oggi c’è il Giro di Lombardia, uno degli ultimi appuntamenti che contano

16.10.2010 - La Redazione
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Pozzato in immagine di repertorio (Foto Ansa)

ESCLUSIVA GIRO DI LOMBARDIA – Un grande del ciclismo per commentare il “Mondiale d’autunno”, il Giro di Lombardia, e per dare un giudizio su fatti, personaggi ed eventi di questa stagione delle due ruote. Abbiamo chiesto a Gianni Bugno, due volte campione del mondo, di parlarci del mondo della bicicletta 2010. Bugno è anche Presidente dell’Associazione internazionale dei corridori. Eccolo in questa intervista esclusiva a ilsussidiario.net

Bugno c’è il Giro di Lombardia, il Mondiale d’autunno, dove si deciderà l’edizione 2010?

Come al solito sul Pian del Tivano. E poi sul Colle di San Fermo dove potrebbe esserci la decisione definitiva della corsa.

Chi vede tra i favoriti? Tutti dicono Gilbert?

Gilbert certamente parte tra i favoriti ed è in grado di fare un grande prestazione. Poi c’è Pozzato, anche lui in grado di lasciare la sua impronta su questa gara.

Nibali come lo vede?

Dipenderà molto dalle sue motivazioni dallo spirito con cui entrerà in corsa.

Come giudica la stagione dei corridori italiani?

Positivamente visto che abbiamo portato a casa con Ivan Basso e Vincenzo Nibali rispettivamente il Giro e la Vuelta. Non è certamente cosa da poco.

A proposito di Nibali, è pronto a vincere il Tour?

Dipenderà anche da quello che deciderà di programmare per la stagione 2011. Certo è che il corridore siciliano con un terzo posto al Giro e la vittoria alla Vuelta ha fatto veramente bene nelle corse a tappe. Sembra proprio che abbia trovato la maturità giusta per vincere il Tour o almeno per provarci…

Cosa pensa della vicenda Contador?

Aspettiamo a dare un giudizio definitivo, vediamo quando saranno noti i risultati di tutte le analisi a cui si è sottoposto.

Sulla vicenda doping poi hanno sorpreso le dichiarazioni di Torri, capo della procura anti doping del Coni, che ha parlato di un fenomeno che riguarderebbe tutti i corridori. Cosa ne pensa?

Certamente sono dichiarazioni eclatanti ma è una cosa tutta da verificare. Queste dichiarazioni mi hanno fatto molto male. Comunque va sottolineato il fatto che, rispetto agli altri sport, nel ciclismo i controlli sono veramente severi.

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Tornando ai numeri uno del ciclismo potrebbe essere Andy Schleck il nuovo padrone delle corse a tappe?

Intanto aspettiamo Contador ma Schleck ha certamente tutti i numeri per far bene e diventare il numero uno delle corse a tappe. E’ un campione, ma ricordiamoci che c’è anche Nibali in grado di rivaleggiare con lui.

 

Il ciclismo italiano ha conseguito due successi importanti nel 2010. La vittoria di Giorgia Bronzini ai Mondiali donne e l’assegnazione a Firenze edei Mondiale 2013…

Sono molto contento della vittoria di Giorgia Bronzini. Vuol dire che il nostro ciclismo femminile ha un’ottima base, visto che è stato bissato il successo di Mendrisio del 2009 di Tatiana Guderzo. L’assegnazione dei Mondiali 2013è il giusto riconsocimento per Firenze e aper la Toscana, una regione che ha dato tanto al ciclismo italiano, terra di Gino Bartali e Fiorenzo Magni, per citare solo alcuni dei grandi campioni nati da quelle parti…

 

Un ricordo di Franco Ballerini…

Era un grande. La sua scomparsa mi ha addolorato moltissimo. Una persona straordinaria.

 

Il ciclismo si è molto rinnovato con le vittorie ai Mondiali 2009 e 2010 dell’australiano Cadel Evans e del norvegese Thor Hushovd, rappresentanti di due nazioni nuove per questo sport. Come vede il futuro di questa disciplina?

Bisogna riconoscere che ci sono sempre più corridori vincenti provenienti da nazioni "nuove" che non appartengono alla tradizione di questo sport. Però Il Vecchio Continente, dal Giro al Tour alle grandi classiche a rappresenta l’essenza del ciclismo. Anche di quello moderno, che naturalmente si sta aprendo sempre più verso paesi ancora sconosciuti alla storia delle due ruote.

 

(Franco Vittadini)

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