ROMA GENOA/ La Roma alza la testa all’Olimpico. Il Cile, Totti e Alemanno gli ingredienti della serata

- La Redazione

I giallorossi tornano a vincere con una buona prova davanti ai propri tifosi. Sugli scudi Totti e Borriello

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Borriello con Totti (Foto Ansa)

Fa fresco all’Olimpico, cade anche qualche goccia di pioggia all’Olimpico. Ma il gioco vale la candela, dopo diversi giorni di pausa-Nazionali vissuta tra dubbi e silenzi. Poco più di trentamila tifosi giallorossi prendono posto sugli spalti (una cinquantina i genoani muniti di tessera del tifoso) in uno stadio non pieno ma caloroso al punto giusto. Nell’attesa del match c’è tempo per un’iniziativa che, da sola, vale il prezzo del biglietto: i giocatori giallorossi scendono in campo per il consueto riscaldamento pre-gara e indossano una t-shirt bianca con la scritta rossa “Bentornati” e il numero 33. Il riferimento è ai minatori cileni tratti in salvo nei giorni scorsi. Un gesto semplice, efficace e molto umano che probabilmente porta la regia del cileno David Pizarro (già regista del centrocampo giallorosso). Poi l’annuncio delle formazioni.

Tante assenze da una parte e dall’altra (J. Sergio, De Rossi, Menez, Vucinic, Jankovic, Veloso) ma anche alcuni nomi che non passano inosservati, leggasi “ex di turno”. Quando lo speaker legge il nome di Luca Toni (17 presenze e 5 gol in maglia giallorossa) i consueti fischi indirizzati alla squadra avversaria lasciano il posto agli applausi. Gli stessi che diventano ben più forti e calorosi quando è il momento della formazione di casa, con una vera e propria standing ovation per il capitano (osannato da cori e striscioni per tutta la durata del match). Applausi decisamente più moderati quelli che il pubblico riserva a Claudio Ranieri, bersaglio, qua e là in curva Sud, di qualche sporadico fischio.

 

Finalmente la partita. Che comincia in sordina per poi accendersi gradualmente con i guizzi di Borriello e le giocate di Totti. La coppia funziona e sorprende nella serata in cui il capitano esibisce ottima forma e rinnovate motivazioni. Al pari di Borriello (due pali, un gol, un assist), il numero dieci meriterebbe una rete cercata durante tutto il match senza però perdere di vista il coordinamento del reparto offensivo. Un gol (valido e bello) gli viene negato dalla bandierina del guardalinee che segnala un fuorigioco inesistente, tarpando le ali ad un pallonetto che Totti, nonostante il fischio dell’arbitro, aveva già depositato in rete battendo Eduardo.

 

Il capitano però non si è arreso, ha continuato a servire i compagni, si è esercitato nel dribbling, ha agito a tutto campo dal centro alla fascia destra, facendo possesso nei minuti finali e portando a casa un assist per il gol di Borriello. La sua prestazione scaccia le polemiche e allontana le prediche dei maligni, riconfermando ancora una volta (se ce ne fosse bisogno) che Totti può recitare il ruolo di protagonista e trascinatore. Sulla scia del capitano ci sono poi altre ottime prestazioni esibite da Perrotta (lavoro sporco ma anche molte finezze in fase offensiva) e Juan, tornato ad essere leader della difesa, roccioso e incorruttibile. Bene anche il rientrante Taddei, superlativo Marco Borriello, bomber a tutti gli effetti, uno di casa sotto la Sud.

 

Tra una giocata e l’altra c’è spazio anche per cogliere i sussulti dell’ambiente. E così le scelte, alcune discutibili, dell’arbitro Damato (lo stesso di Roma-Samp del maggio scorso) sono state spesso accompagnate dai fischi fragorosi di un Olimpico severo che ancora fatica a dimenticare il match di qualche mese fa. Un Olimpico (o meglio dire una parte di esso) che durante la gara ha toccato anche le recenti vicende politiche tanto da lanciare un messaggio forte e chiaro al sindaco Alemanno ("pupazzo, Roma ti vomita") e alla Lega (contro Bossi e Maroni), a qualche giorno dal cosiddetto "patto della pajata" quando sindaco capitolino e Senatùr hanno sancito la pace mangiando un po’ di coda alla vaccinara e un po’ di polenta.

 

Finita la gara ecco "Grazie Roma" di Venditti, gli applausi dello stadio e le facce distese di una squadra finalmente soddisfatta. La Roma è tornata a vincere, seppur con la solita dose di sofferenza nella ripresa inflittale da un Genoa voglioso ma poco cinico. Il problema dei secondi tempi non sembra completamente risolto, a testimoniarlo parecchie leggerezze tra difesa e metà campo. Ma i tre punti sono un segnale forte, così come lo sono la prestazione di capitan Totti e la sintonia con Borriello. Emblematico anche il salto di un De Rossi seduto in tribuna che, quando nei minuti finali la Roma viene fermata da un fallo, lui balza d’istinto dalla poltroncina, con l’entusiasmo e la passione tipica del suo affetto per i colori giallorossi. La Roma oggi può scacciare la crisi e invertire la marcia in classifica. La pausa-nazionali, infortuni a parte, non è stata invana e la prosecuzione del silenzio stampa (confermata da Gian Paolo Montali) ribadisce la volontà di portare a compimento il lavoro fatto fin qui senza che ci si lasci illudere dalla vittoria del momento.

 

(Marco Fattorini)

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