WALTER ZENGA/ L’uomo ragno a 360° su Inter, Ronaldinho, Krasic e pallone d’oro Milito

- La Redazione

L’ex allenatore di Palermo e Catania ha rilasciato oggi importanti dichiarazioni

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Zenga ex allenatore di Palermo e Catania (Foto Ansa)

Intervista di Walter Zenga a Calciomercato.com. Zenga ha parlato dei temi più caldi del momento, dallla squalifica di Krasic, alla panchina di Ronaldinho, all’esclusione di Milito dai 23 candidati al Pallone d’oro, ai giudizi su Del Piero e Pastore. Resta chiara una cosa però Zenga da tifoso interista e da esperto di calcio darebbe ill Pallone d’oro a Sneijder. Così sulla squalifica di Krasic per simulazione con la prova tv. “Sono indeciso se definirla una grandissima cazz… o un’enorme puttanat… Al giorno d’oggi è impensabile che un giocatore ammetta subito di essersi buttato, questo è un discorso che potrà realizzarsi solo con le generazioni future, magari nel 2148… Si tratta di una sconfitta per il calcio, che avrebbe già a disposizione i mezzi tecnologici per intervenire in tempo reale. Al posto di non fare niente e controllare solo che gli allenatori non mettano un piede fuori dall’area tecnica in panchina, il quarto uomo potrebbe benissimo guardare le immagini sul monitor a bordo campo e avvisare l’arbitro. Così non sarebbe stato dato un rigore inesistente alla Juve, Krasic avrebbe preso la sua ammonizione ed avrebbe potuto giocare sabato a San Siro”.

Su Milan – Juventus poi Zenga ammette che anche Milan – Juve è sempre un match molto importante. Poi c’è sempre Del Piero, un giocatore super. Anche se il Milan ha fatto l’impresa andando a vincere a Napoli. Poi Zenga difende il genio di Ronaldinho: Anche se ammette che in certe occasioni può stare anche in panchina. Nel Milan poi c’è un certo Robinho. LE

Su Ferrara allenatore dell’Under 21 Zenga poi prima riconosce i meriti di Casiraghi, definendolo sfortunato per come sono andate le cose poi ammette di avere pensato a Ferrara già prima che lo scegliessero per questo incarico. Queste poi le sue dichiarazioni su Palermo – Lazio, una squadra quest’ultima che avrebbe potuto allenare. "Dobbiamo tornare indietro nel tempo a un anno e mezzo fa, nell’aprile 2009. Al contrario di quanto ha fatto Mihajlovic che ha lasciato senza dire niente a nessuno, io informai i dirigenti del Catania che sarei andato via già due mesi prima della fine del campionato, dando anche la mia disponibilità a far giocare nelle ultime partite i ragazzi ritenuti più utili in prospettiva futura dalla società. Per questo motivo posso sempre andare a testa alta, anche se poi mi hanno fatto passare per un ‘traditore’ perché sono andato a Palermo. Nel frattempo parlai con Torino e Lazio. All’epoca Lotito era alle prese con i problemi di Pandev e Ledesma, così i tempi si allungarono troppo. Poi il Toro retrocesse in Serie B e arrivò la chiamata del presidente Zamparini, che colsi al volo. Palermo mi ha dato tanto e soprattutto mi ha insegnato a stare al mondo, ma a Catania ho fatto di più disputando un campionato straordinario con in squadra quattro attaccanti come Plasmati, Morimoto, Paolucci e Antenucci".

 

Zenga riconosce anche il talento di Pastore, un giocatore di grande avvenire. E commenta così la sorprendente esclusione di Milito dalla corsa al Pallone d’oro definendola incomprensibile. Aggiunge soprattutto che questo riconoscimento andrebbe di diritto a un giocatore dell’Inter. Magari proprio a quel Wesley Sneijder che ha disputato un grande Mondiale. Sul fatto poi che nella lista dei 23 candidati al Pallone d’Oro ci sono Casillas e Julio Cesar Zenga conferma che i due portieri sono sullo stesso livello. E afferma che per lui il miglior allenatore del 2010 è sicuramente Mourinho. Dopo di lui mette Del Bosque. Mai Zenga comunque elogia Benitez che ha preso un’eredità pesante come quella di Mourinho.

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