AS ROMA/ Capitan Totti tra poker, Ranieri e futuro

- La Redazione

Il capitano giallorosso al centro del dibattito in merito alla crisi della Roma

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E’ finita l’era degli intoccabili tra le mura di Trigoria. In questi giorni di crisi (Roma penultima in classifica e peggior difesa del campionato) anche capitan Totti è finito nel calderone delle polemiche. Nonostante i 245 gol prestati alla causa romanista e una fedele carriera costellata di soli due colori, il numero 10 di porta Metronia fa, suo malgrado, un giro di valzer insieme ai compagni nella crisi di risultati che attanaglia la Roma. Fermo a zero gol in campionato, il capitano dalle 34 primavere deve barcamenarsi alla ricerca di una nuova posizione in campo tra l’affetto per il ruolo di punta e il ritorno al vecchio mestiere di trequartista. Il tutto in assenza di un modulo fisso. Al centro anche la questione delle sostituzioni e il rapporto con il mister: la querelle del “catenaccio” dopo la sconfitta di Monaco, i cambi contro Cagliari, Bayern e Inter, ma anche la mancata sostituzione in casa del Napoli.

Addetti ai lavori, critica e diversi tifosi. Un fuoco amico che in questi giorni ha circondato Francesco Totti, Claudio Ranieri e la Roma tutta, chiamata a spiegare i motivi di una stagione partita in modo pessimo, nonostante la rosa rinforzata e le ambizioni scudetto. Per parte sua, il capitano non ha smesso di fare quello che ha sempre fatto. Allenamenti, discrezione e beneficenza. “Punto sempre sulla Roma”, ha detto a margine di “Totti & Friends”, torneo di poker Texas hold’em organizzato da uno dei suoi sponsor personali per una raccolta fondi destinata all’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Al fianco del capitano anche l’amico Cassetti e il collega nuotatore Filippo Magnini, tutti con mazzi di carte e fiches. “Ci riprenderemo”, ha detto Totti che poche ore prima aveva preso carta e penna per scrivere una lettera al Corriere dello Sport.

 

"Per la Roma non voglio essere un problema – si legge nel suo articolo – se qualcuno pensa che io lo sia me lo dica e prenderò le mie decisioni". Sulle colonne del quotidiano sportivo Totti ha ricordato la lunga militanza giallorossa (21 anni di Roma e oltre 10 da capitano) ribadendo che "anche oggi sono a disposizione dell’allenatore che ha la massima libertà e autonomia di scegliere l’utilizzo in qualsiasi posizione del campo e per la durata che ritiene più opportuna, senza subire nessuna pressione dal sottoscritto". Qualche pressione, semmai, arriva dalla piazza giallorossa, notoriamente calda e appassionata, che in queste ore (via radio, nei bar, al lavoro) si è infuocata nelle discussioni in merito alla crisi della Roma e riguardo al ruolo del capitano che continua a restare in cima alla lista d’affetto dei tifosi. "Dimenticare ciò che ha fatto per la storia della Roma è come tradire", ripete una buona fetta del popolo romanista.

 

Da Totti nessun ostruzionismo. Il capitano ha assicurato che la sua reazione per le precedenti sostituzioni "è stata legata solo al fatto che non sono mai stato così incisivo da poter permettere alla squadra di vincere". Una lealtà mai messa in dubbio dentro e fuori dallo spogliatoio e che ora costituisce un importante punto di partenza per questa Roma incidentata, obbligata ad approfittare della pausa-Nazionali per uno "studio matto e disperatissimo" che restituisca modulo, serenità e determinazione ad un gruppo nuovamente in discussione. Mercoledì è scattata la ripresa degli allenamenti con giocatori a rapporto da Ranieri e il messaggio di Rosella Sensi. "Silenzio e fatica", la ricetta della presidentessa per la convalescenza giallorossa.

 

(Marco Fattorini)

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