ESCLUSIVA CALCIOPOLI/ Via l’avvocato “nerazzurro” Vitiello, ultimo pezzo della vecchia Juventus

- La Redazione

Dovrebbe lasciare il mandato nei prossimi giorni l’avvocato designato prima dell’arrivo di Andrea Agnelli

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Moggi durante il processo di Napoli (Foto Ansa)

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera con alcune interessanti novità sul processo di Calciopoli scritta da Salvatore Cozzolino, membro del team ju29.ro (www.ju29ro.com)

Caro Direttore,

Il Processo di Napoli è ripartito. L’udienza del primo ottobre è stata ricca di spunti. In particolare ci sono stati due episodi che meritano un giusto approfondimento. Il primo riguarda l’atteggiamento processuale dell’avvocato Giuseppe Vitiello, legale designato all’inizio del processo dalla Juventus FC per difendersi dal rischio di risarcimenti rivenienti dallo status di “responsabile civile”. Nel corso dell’udienza di venerdi 1 ottobre il legale si è reso protagonista di un curioso episodio. Subito dopo aver dato notizia della sua presenza ha nominato sostituto processuale uno dei suoi collaboratori e si è allontanato dall’aula non prima di essersi rivolto con lo sguardo verso il banco dell’entourage di Luciano Moggi e dopo aver esclamato ad alta voce “Questo in risposta alle lettere anonime”.

Non sappiamo cosa volesse dire l’avvocato Vitiello ma immaginiamo che qualcuno possa avergli mandato qualche missiva contenente insulti o minacce. Questi gesti vigliacchi sono da condannare assolutamente. Dobbiamo però altresì sottolineare l’assoluto immobilismo dialettico dell’avvocato Vitiello che finora, nelle udienze in cui non si è fatto sostituire dai suoi collaboratori, non è praticamente mai intervenuto nel dibattimento. E’ probabile che l’inerzia processuale dell’avvocato Vitiello sia figlia del mandato ricevuto dalla precedente dirigenza del sodalizio bianconero che, come è noto, aveva inizialmente scelto una strategia che dava poco spazio al revisionismo ed era palesemente colpevolista nei confronti degli ex amministratori attualmente imputati.

Il vento è cambiato però nella primavera di quest’anno, con il terremoto al vertice del club bianconero che ha portato all’insediamento di Andrea Agnelli e con lo scoperchiarsi del pentolone maleodorante di Calciopoli 2. Le novità scaturite dall’ascolto delle nuove intercettazioni hanno messo sotto una luce diversa il ruolo di responsabile civile della Juventus. Per tale motivo avevamo in passato piu’ volte caldeggiato la sostituzione dell’avvocato Vitiello proprio in virtù dei rischi economico-finanziari rivenienti dalla esecuzione di una eventuale condanna.

 

A questo punto ci pare che i tempi siano assolutamente maturi per effettuare una sostituzione che alla luce di quanto accaduto venerdi in aula non ha più motivo di essere rimandata. La Juventus ha bisogno di far valere in aula i propri interessi di società quotata in Borsa e non può essere in balia di un avvocato che a quanto risulta dalle voci raccolte nei corridoi del Tribunale, sembrerebbe essere addirittura un dichiarato e accanito sostenitore nerazzurro.

 

L’altro episodio che a nostro parere merita di essere stigmatizzato è il tentativo di Franco Baldini di provocare in Luciano Moggi una reazione scomposta e perciò biasimevole. Trattenuto dall’Avv. Trofino Luciano Moggi ha compreso la provocazione e ha trovato la forza per ricomporsi. Essere definito "uomo senza qualità" non è bello. Soprattutto se a dirlo è un personaggio che doveva inizialmente essere il testimone chiave dell’accusa e invece si è ritrovato ad essere chiamato dalle difese.

 

Circostanza quanto meno curiosa, quasi come se il testimone oculare di un delitto non venisse chiamato dall’accusa per spiegare quello che ha visto. Luciano Moggi ha preannunciato querela nei confronti dell’ex DS della Roma e amico personale del Colonnello Auricchio e noi ci auguriamo che vada fino in fondo. Baldini era consapevole che poteva giocarsi la carta della provocazione e alla prima occasione ha cercato di fare lo stesso gioco che gli era riuscito nel corso delle udienze GEA, quando aveva raccolto gli epiteti di un esasperato Moggi, costretto a difendersi dalle accuse di giocatori miliardari a cui aveva elargito contratti da nababbi. Staremo a vedere.



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