CESSIONE AS ROMA/ Acquirenti internazionali, decine di milioni: ecco come sarà il dopo Sensi

- Massimo Lucchese

MARCO LUCCHESE traccia i possibili scenari del dopo Rosella Sensi. Ipotesi che potrebbero concretizzarsi già nelle prossime settimane

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Tifosi giallorossi sotto Unicredit (Foto Ansa)

Riceviamo e pubblichiamo questo contributo di Massimo Lucchese , condirettore agenzia stampa Sporteconomy (www.sporteconomy.it )

Sarà questione di “brand” e di nome, ma “l’idea” As Roma ha spesso suscitato le fantasie di tanti investitori esteri, che in passato si sono tirati indietro all’ultimo momento, per “ingerenze politiche nostrane” sostengono i tifosi giallorossi , che continuano a sognare una Roma “internazionale” in grado di competere con i top club europei. Oggi non ci sono “magnati” italiani in grado di investire su base triennale 400 milioni di Euro su un club di calcio, anche se si parla di As Roma. Non è un mistero che alcuni esponenti del panorama economico finanziario nazionale si siano avvicinati con estremo interesse al club capitolino più volte, vedi Angelini ed Angelucci, ma senza affondare, almeno fino ad oggi, il colpo finale.

La regia della vendita del club affidata da Unicredit alla banca d’affari Rothschild, ha aperto però nuovi scenari per la Roma e ha spostato l’attenzione su nomi eccellenti del panorama internazionale. E così se in passato il nome del club giallorosso era stato avvicinato troppo in fretta a petrolieri russi e a finanzieri come George Soros, la Roma potrebbe diventare davvero tra poche settimane il primo club di calcio “straniero” in Italia . L’advisor Rothschild ha lasciato chiaramente intendere che sono state numerose le manifestazioni d’interesse per la Roma, pervenute da società o business men esteri: dall’India agli Stati Uniti, alla Cina al Medio Oriente.

E la pista principale che ormai viene seguita da questa estate, porta proprio ad Abu Dhabi, dove ha sede il fondo sovrano emiratino Aabar, azionista con quasi il 5% di Unicredit, e a cui Rothschild avrebbe presentato una ipotesi completa: l’acquisto della As Roma e di Italpetroli. Aabar, che opera nel settore del petrolio, in quello immobiliare ed in quello finanziario, è già legato al mondo del calcio da una sponsorship in favore del Manchester City di proprietà dello Sceicco Mansour, esponente della famiglia reale di Abu Dhabi e quindi un ingresso nel club capitolino consoliderebbe la presenza di Aabar e del mondo emiratino nel mondo del calcio europeo.

L’uscita allo scoperto di Steve Tisch, proprietario della franchigia di football, New York Giants, che alcuni giornali della capitale vogliono sia sceso in campo per sfidare gli sceicchi arabi, forte di investimenti diversificati in più settori merceologici e di una grande passione sportiva, potrebbe portare ad una accelerazione della vendita, perché taglierebbe definitivamente fuori gli indecisi. E’ chiaro che chi è realmente interessato all’acquisto della Roma, dovrà mettere subito sul piatto della bilancia una cifra tra i 360 ed i 400 milioni di Euro su base triennale. Il valore della As Roma, considerando il prezzo dell’azione in bilancio al 30 giugno, si aggira tra i 120 ed i 140 milioni di Euro; l’investimento per rafforzare il club, dai giocatori allo staff tecnico, costerà alla nuova proprietà almeno 60 milioni di Euro, e il nuovo stadio vedrà investimenti complessivi per almeno 180/200 milioni di Euro nei prossimi tre anni.

 

Importi che tagliano fuori probabilmente ogni ipotesi italiana, e coloro, anche stranieri, che si erano avvicinati solo per curiosità all’oggetto del desiderio. Entro due settimane, Rothschild ed Unicredit decideranno con chi confrontarsi nell’ultima fase delle trattative, pronti a “regalare” ai tifosi della Roma (dopo la due diligence del nuovo compratore e ragionevolmente per la fine di febbraio) il loro sogno nato in una notte d’estate.

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