ROMA FIORENTINA/ “Arnold” Simplicio e Parolo fanno felice la Roma. E lo scudetto non è più utopia

- La Redazione

I giallorossi piegano la Fiorentina e tornano in scia scudetto. La serata dell’Olimpico trascorre tra i gol di casa e le notizie da Cesena

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Simplicio con Borriello (Foto Ansa)

Dopo alcune settimane di inferno e qualche giornata di purgatorio, ecco la strada verso il Paradiso. Nulla di fatto, per carità, ma la Roma è tornata a sorridere potendo affermare, almeno per ora, di essere una squadra vera e competitiva ai massimi livelli, a meno 5 punti dalla vetta. La vittoria casalinga contro la Fiorentina ha rafforzato l’animo gaudente post-derby colmando i vuoti dell’avvio di stagione con numerose certezze in merito alle condizioni fisiche, psicologiche e morali della squadra. La gelida e piovosa serata dell’Olimpico è volata tra il calore dei presenti (30mila circa) e l’accoglienza non esattamente affettuosa nei confronti di Sinisa Mihajlovic (ex di Roma e Lazio). Sugli spalti ancora le immagini del derby, i pensieri ai cugini tristi e le speranze per una stagione ancora indecifrabile.

Grazie ai 90 minuti contro i viola la Roma ha forse ritrovato una parte di se stessa, i suoi automatismi e lo spirito corale. A partire dalla difesa dove, aspettando Juan, l’asse Mexes-Burdisso ha fatto buona guardia, passando per un centrocampo in cui il veterano De Rossi ha dettato legge, affiancato dagli “esordienti” Simplicio e Greco. Il tridente Menez-Totti-Borriello ha dato risultati positivi, pronto a ricevere il contributo di Mirko Vucinic e Adriano, quando si rimetterà. Nel frattempo il francesino, ispirato come pochi, ha creato e inventato con il suo talento cristallino, supportando il tandem Totti-Borriello che gradualmente impara a conoscersi e cercarsi.

Sembra che Ranieri sia riuscito a restituire motivazioni e grinta ad una squadra fisicamente in crescita. Un team che ora tiene botta fino al novantesimo (seppur con qualche rete subita di troppo) e regala sprazzi di bel gioco. La situazione infortunati può solo migliorare ma, nell’attesa dei ritorni di Pizarro e Taddei, a Trigoria possono consolarsi con le scoperte di "Arnold" Simplicio, Carlo Zampa lo chiama così per via della somiglianza all’attore Gary Coleman, e Leandro Greco. Per non parlare della mezza rinascita di Cicinho e della grinta mai sopita del senatore Perrotta.

 

La serata dell’Olimpico è stata scandita dalle incerte condizioni meteorologiche che però non hanno mutilato l’entusiasmo dei presenti. I tifosi, sull’onda della positività emanata dalla squadra, hanno cantato anche una volta finito il primo tempo, con le squadre negli spogliatoi. Più il freddo e la pioggia aumentavano, più la curva Sud si accendeva e trasmetteva la sua passione. Ma il picco del riscaldamento umano è giunto, neanche a dirlo, quando sui maxischermi dell’Olimpico è comparso l’aggiornamento dell’1-0 di Cesena: gol di Parolo ai danni della Lazio.

 

Sfottò, sassolini dalle scarpe, vecchie ruggini e tanta voglia di gioire. Un vero e proprio boato ha accolto la rete del bianconero e sono bastati pochi minuti alla creatività dei tifosi per coniare nuovi slogan umoristici da indirizzare ai cugini malconci, non più primi della classe, già feriti dopo il derby di domenica scorsa. Dal "Senza Parolo" di Vasco Rossi al "Parolo, soltanto Parolo, Parolo d’amor" di Mina, la magica notte giallorossa ha riacceso entusiasmo e speranze. La Lazio non è più capolista, la Roma risale dalle tenebre e il ticket per un posto in Paradiso è ancora lì: intatto insieme alla grinta di Borriello e alla classe di Menez.

 

(Marco Fattorini)

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