CALCIOPOLI INTER JUVENTUS/ Bergamo: il processo? Fu una farsa

Il responsabile degli arbitri parla dopo il colloquio avuto con il procuratore Palazzi

22.12.2010 - La Redazione
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Bergamo Pairetto insieme (Foto Ansa)

«Con assoluta certezza posso dire che il teorema che ha portato a Calciopoli – a maggior ragione oggi, con le nuove intercettazioni emerse al processo di Napoli – non è più credibile». E’ chiaro e netto il giudizio di Paolo Bergamo dopo essere stato ieri ascoltato dalla Federcalcio, dopo l’esposto della Juventus che chiede la revoca dello scudetto del 2006. La riaperuta dei fascicoli è stata resa possibile soprattutto dopo la messa agli atti, nel processo di Napoli, di nuove intercettazioni che nel 2006 non era state prese in considerazione. In queste telefonate si nota come tutte le società chiamavano l’allora designatore degli arbitri. «Provo una tristezza enorme» dice ancora Bergamo soprattutto perché ho rilasciato « le stesse dichiarazioni già rese quattro anni fa».

Bergamo poi ribadisce quello che ha già detto nel processo di Napoli, che lo vede coinvolto insieme ad altri imputati, fra cui l’ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi. «Tornare a ripetere le stesse cose, e cioè che parlavo con tutti. L’ho sempre detto, e non è una novità per me ammettere che parlavo anche con l’Inter, e quindi con Facchetti e Moratti. Un avvenimento che ha segnato la vita di molti e che se fosse stato approfondito da subito avrebbe avuto sicuramente risultati diversi. Con assoluta certezza, infatti, posso dire che il teorema che ha portato a Calciopoli non è più credibile» ha concluso l’ex responsabile dei fischietti italiani.



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