ESCLUSIVA JUVENTUS/ Ecco perché Blanc e Cobolli Gigli sono indagati

- La Redazione

Il team di ju29ro.com analizza cosa ha portato alle indagini che hanno coivolto l’ex e l’attuale presidente bianconero

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JUVENTUS – Ieri il quotidiano torinese La Stampa dava la notizia di indagini nei confronti dell’ex presidente bianconero Cobolli Gigli e dell’attuale Jean Claude. Blanc. Il team di www.ju29ro.com, sito di controinformazione e analisi sul mondo bianconero, che annovera tra i suoi collaboratori un nutrito gruppo di piccoli azionisti della Juventus, ci ha inviato un’analisi sulla vicenda…

La Guardia di Finanza ha condotto l’anno scorso una verifica fiscale sulla Juventus, in relazione agli anni che vanno dal 2001/2002 al 2007/208. La verifica si è conclusa in data 23 luglio 2009, quando i finanzieri hanno consegnato alla società il cosiddetto “processo verbale di constatazione”. Si tratta di un documento che deve essere obbligatoriamente predisposto dagli ispettori fiscali e dove sono riassunte tutte le operazioni di verifica effettuate ed i relativi risultati. Nel predetto processo verbale, come evidenziato nell’ultimo bilancio della società, i finanzieri hanno contestato alla Juventus diverse violazioni delle norme tributarie, per importi rilevanti. Ad avviso dei verificatori, in particolare, la società non avrebbe trattato correttamente, sotto il profilo fiscale, alcune operazioni effettuate sui cartellini dei giocatori e le provvigioni pagate agli agenti dei calciatori al momento della firma o del rinnovo del contratto.

Secondo la Juventus, invece, tutto è stato fatto nel pieno rispetto delle regole tributarie applicabili e, pertanto, la società si difenderà nei modi e nei termini previsti dalla legge. La verifica fiscale ha poi originato anche una indagine penale. Come stabilito dalla normativa vigente, la Guardia di Finanza, ritenendo che le violazioni contestate possano rappresentare anche un reato fiscale, ha segnalato la cosa alla Procura della Repubblica di Torino.

 

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E infatti l’attuale Presidente della Juventus, Jean Claude Blanc, ed il suo predecessore, Giovanni Cobolli Gigli, sono indagati per presunti reati fiscali commessi in qualità di amministratori della società. L’inchiesta dei magistrati torinesi riguarda il trattamento ai fini dell’imposta sul valore aggiunto delle provvigioni corrisposte agli agenti dei calciatori. Gli anni oggetto di di indagine sono il 2005, il 2006 ed il 2007 (le cui dichiarazioni IVA sono state presentate, rispettivamente, nel 2006, 2007 e 2008).

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Con un comunicato pubblicato sul proprio sito internet, la Juventus “ha preso atto delle indiscrezioni pubblicate da alcuni organi di stampa in relazione agli sviluppi di una verifica fiscale condotta dalla Guardia di Finanza nel corso del 2009 e della quale le comunicazioni sociali hanno dato ampia ed esaustiva informazione”. Nel comunicato, la società ha confermato “che il precedente Presidente Giovanni Cobolli Gigli e l’attuale, Jean-Claude Blanc, hanno effettivamente ricevuto dalla Procura della Repubblica di Torino, nel corso del mese di gennaio 2010, un invito a presentarsi per illustrare la propria posizione in relazione alle ipotesi di violazioni fiscali in materia di IVA contestate per gli anni fiscali 2005, 2006 e 2007”, precisando altresì che “i legali hanno ricevuto mandato di illustrare la posizione della società e dei suoi amministratori, che possono sin d’ora dichiarare di avere sempre osservato la legge e i regolamenti sportivi, attenendosi anche alle direttive della Federcalcio e della FIFA. In questi anni infatti, la Juventus ha stipulato regolari contratti con professionisti i cui compensi sono sempre stati pagati a fronte di attività svolte nell’interesse della Società. Inoltre, la Juventus sottolinea che non ha mai seguito prassi non corrette che, secondo gli organi di informazione che hanno diffuso l’indiscrezione, sarebbero invalse nel mondo del calcio”.

 

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Stampa, il legale incaricato dalla società e dai suoi (ex ed attuali) amministratori sarebbe il solito Michele Briamonte dello Studio Grande Stevens, avvocato di fiducia della Juventus e noto per aver assistito il collega Cesare Zaccone nel processo sportivo che è culminato con la retrocessione in Serie B e con la perdita di due scudetti conquistati con pieno merito sul campo. Briamonte avrebbe già contattato i magistrati per discutere della questione, concordando con loro i passi successivi. In particolare, l’avvocato torinese si sarebbe impegnato ad inviare agli inquirenti una memoria difensiva di Blanc e Cobolli Gigli. Dal canto suo, la Società “ha tempestivamente segnalato – così prosegue il comunicato ufficiale – alla Lega Nazionale Professionisti le contestazioni che potenzialmente coinvolgono l’intero ‘sistema calcio’, anche per affrontare unitariamente casi analoghi. La Juventus ha ragione di credere che quanto sopra sarà dimostrato nelle opportune sedi, come si è già verificato in altre occasioni”.



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