ESCLUSIVA/ Roma, Mazzone: Totti? Vorrei essere il suo parastinco!

- La Redazione

CARLO MAZZONE analizza la sfida di domani dei giallorossi e le sventure che colpiscono Francesco Totti. E fa un parallelo tra il Capitano giallorosso e Roberto Baggio che domani compie 43 anni

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ROMA – Alla vigilia della delicata trasferta di Europa League della Roma abbiamo  chiesto a Carlo Mazzone, in esclusiva per ilsussidiario.net, un commento sui giallorossi. Parole di stima per Rosella Sensi e d’affetto per il Capitano Francesco Totti martoriato dagli infortuni. Come un altro suo ex giocatore: Roberto Baggio, che domani compirà 43 anni.

Lei ha allenato e valorizzato grandi campioni del calibro di Totti, Baggio e Signori. Quale di loro le è rimasto nel cuore?

Questa è una domanda a cui ho difficoltà a rispondere perché sono rimasto molto affezionato a tutti loro e li ho sempre stimati. Li ricordo con affetto e a loro sono molto grato per la grande disponibilità che mi hanno dato.

Domani è il compleanno di Roberto Baggio. Grazie a voi due, il Brescia ha vissuto annate splendide in serie A. Come ricorda questo campione?

Ho dei bellissimi ricordi di questo ragazzo. Lui è stato un grandissimo calciatore ma chi lo ha conosciuto vi può dire di come sia ancora meglio fuori dal campo. Lui è stato un grande campione, un po’ sfortunato perché ha avuto un problema al ginocchio che l’ha in parte penalizzato. E’ un ragazzo meraviglioso, eccezionale, e con grande piacere gli faccio gli auguri di buon compleanno (domani compie 43 anni n.d.r).

Un altro talento è Francesco Totti. Lei ho ha lanciato nella Roma…

La differenza tra i due è sostanziale. Io ho avuto Roberto Baggio quasi alla fine della sua carriera, era un ragazzo già maturo, un professionista pronto. Nel caso di Totti ho allenato un ragazzo da far crescere e da guidare, d’altronde aveva solo 16 anni… E la differenza è enorme: la gestione dei due è stata completamente differente. Però ricordo Fancesco con grande piacere, gli sto sempre vicino e alcune volte vorrei essere un suo parastinco visto tutti i colpi che prende!

Cosa ci può dire del capitano giallorosso agli albori?

Era una ragazzo giovanissimo, andava gestito e guidato nel mondo del calcio e in una città come Roma. Io ho sempre cercato la collaborazione dei suoi compagni, in particolar modo di Beppe Giannini, anche lui romano e romanista. E così lo abbiamo fatto crescere…

Ora Totti è alle prese con alcuni problemi fisici.

Purtroppo è il punto di riferimento dell’avversario: su di lui c’è la marcatura, il raddoppio e spesso qualche intervento sopra le righe. Totti prende tantissimi colpi però, facendo una battuta, lui da grande ha voluto fare il calciatore, ora pedali e metta i parastinchi!

 

C’è chi insinua che non possa più essere una presenza costante nella Roma. Lei che ne pensa? Quanto è importante ancora l’apporto di Totti?

Importantissimo anche perché quando sta bene fa bene. Fortunatamente non si tratta tanto di ricadute da un infortunio cronico ma di una serie di botte che prende: una volta il ginocchio, una volta la caviglia, una volta la tibia. Lui ha avuto pochissimi problemi muscolari, mentre ha affrontato traumi fisici dovuti al gioco duro. Lui può essere ancora importante: è tenace, vuole giocare e non demorde, la sua volontà è determinante.

 

Totti ai mondiali, c’è una concreta possibilità?

Queste sono decisioni che spettano a Lippi, e penso che anche lui attenda l’evoluzione di questo campionato e le condizioni del ragazzo. Mi auguro comunque che Totti stia bene e che faccia i Mondiali.

 

La stagione di questa Roma sta prendendo una piega sempre più positiva. Se l’aspettava?

E’ sempre difficile fare dei pronostici. All’inizio la Roma ha avuto una flessione dovuta anche all’assenza di giocatori importanti come lo stesso Totti e alla difficoltà di inserimento di altri. Sono contento che questa Roma si sia rilanciata e lo sono anche per Claudio Ranieri, romano e romanista. So come vive la sua esperienza a Roma perché è la stessa che ho vissuto io tanti anni fa.

Come valuta il lavoro che Ranieri sta svolgendo nella Capitale?

E’ un allenatore positivo, solido, con grande esperienza e sta facendo un bellissimo lavoro.

 

Anche alla luce dei grandi successi di quest’anno, pensa che la famiglia Sensi possa lasciare la società a fine stagione?

Io mi auguro che la famiglia Sensi non abbia problemi e che prosegua. Ma se ci sono delle incertezze consiglio di lasciare questo bellissimo ricordo. Comunque io sono molto legato da grande affetto al presidente Sensi, purtroppo scomparso. Lo ricorderò con gratitudine, affetto e tanta stima. Certe valutazioni però vanno fatte da chi ha questa responsabilità, anche perché dall’esterno è difficile giudicare.

 

(Marco Fattorini)

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