ESLUSIVA MILANO SANREMO/ Moser: la “classica di primavera” si vince aspettando. LA DIRETTA

- La Redazione

FRANCESCO MOSER analizza la 101esima edizione della classica gara ciclistica. Sui 298 km del percorso si daranno battagli i migliori atleti in circolazione

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Ci siamo. E’ arrivato il grande giorno della “Classicissima” di inizio stagione. La Milano – Sanremo è la regina di tutte le corse in linea e per parlare di questa corsa dal fascino incredibile abbiamo intervistato, in esclusiva per ilsussidiario.net, Francesco Moser, vincitore nel 1984. Moser è al primo posto nella classifica dei corridori italiani con 273 successi su strada da professionista. Terzo assoluto a livello mondiale dopo Eddy Merckx (426) e Rik Van Looy (379). Eccolo in questa intervista sulla “classica di primavera” e su altri temi del ciclismo internazionale.

Moser c’è la Milano – Sanremo. Come bisogna correre questa corsa per vincerla?

Bisogna spendere poco, risparmiarsi, correre al coperto aspettando il finale per poter avere possibilità di successo. Questa è la tattica migliore per una vittoria alla Milano – Sanremo.

Chi vede come favoriti?

Quest’anno è proprio difficile capire come finirà. Certo velocisti come Petacchi, Bennati, Freire, se si arriva in gruppo, possono dire la loro. Dipende sempre dall’andamento della gara.

Pozzato, Gilbert?

Pozzato potrebbe dire la sua. Gilbert non mi sembra così in forma come nel finale della scorsa stagione quando vinse il Lombardia.

Per i corridori italiani vincere questa “Sanremo” sarebbe molto importante…

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Sì sarebbe molto importante. Forse il motivo per cui non vinciamo più come un tempo è che c’è veramente una concorrenza agguerrita, ci sono nuovi paesi che si affacciano alla ribalta come l’Australia o gli Stati Uniti. Il ciclismo è molto cambiato da quando correvo io.

Forse adesso si sente anche un po’ la mancanza di quella rivalità che c’era tra lei e Saronni che infiammava il pubblico e faceva parlare i giornali…

I grandi duelli fanno bene al ciclismo come a tutto lo sport. Quello tra me e Saronni aveva suscitato un’attenzione molto forte snel mondo delle due ruote. Adesso purtroppo non c’è niente del genere qui in Italia.

 

In più facciamo anche fatica a trovare l’erede di Pantani nelle corse a tappe…

L’erede di Pantani non c’è ancora. Bisognerà aspettare ancora molto.

 

Neanche Nibali?

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Nibali non ha le caratteristiche fisiche di Pantani. E’ un buon passista. Ma è molto lontano dal corridore romagnolo.

 

Per il Giro d’Italia invece è fiducioso?

Penso che la concorrenza non sarà così grande. I corridori italiani dovrebbero fare bene e hanno possibilità di vincere. Basso per esempio ha buone chances.

 

Il cicllismo italiano è in lutto. E’ scomparso Franco Ballerini. Ci può dare un suo ricordo?

Un ottimo corridore e un grandissimo commissario tecnico della Nazionale. E’stata una perdita dolorosa per tutto il mondo del ciclismo.

 

Lei accetterebbe il ruolo di nuovo C.T. della Nazionale?

Per uno o due anni lo farei. Poi basta. Sono fuori dal giro da tanto tempo. Preferisco così.

 

Nella storia ciclismo chi è più grande tra Coppi, Merckx, Hinault e Indurain?

Non c’è alcun dubbio. Merckx è stato sensazionale. E’ lui il migliore di tutti i tempi.

 

(Franco Vittadini)

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