CRISI JUVENTUS/ Il nervosismo di Bettega tra dirigenti incapaci e squadra da rifare

- La Redazione

Ieri il vice direttore generale è sbottato davanti ai microfoni di Mediaset dopo la gara persa contro la Doria

Era stato chiamato per fare da collante con la squadra, ma in questi mesi si è sentito poco. Lui, Roberto Bettega, ieri sera nel corso della trasmissione Controcampo è sbottato, palesando un certo nervosismo di fronte alle supposizioni di mercato del conduttore Alberto Brandi. La prima considerazione da fare è legata al ruolo assunto da Bettega, che ha fin qui vissuto all’ombra di Blanc e di Secco. Da una parte i tifosi (giustamente) non gli hanno mai imputato delle responsabilità per la situazione creatasi, dall’altra la stampa e i media l’hanno investito di troppe responsabilità.

Ma perché è arrabbiato, se dopo tutto le colpe di una campagna acquisti sbagliata non sono sue? Il nervosismo è dato, forse, dalla consapevolezza di essere entrato in un labirinto senza fine, circondato soprattutto da gente inesperta. E per il futuro non c’è grande fiducia, perché Bobby gol sa di dover prendere anche delle decisioni impopolari, cioè fare piazza pulita e rifondare la rosa.

Non sarà facile. Il punto più forte di attrito tra lui e la dirigenza verte sulla scelta del nuovo tecnico. La presidenza punta molto su Prandelli e Mancini, mentre Bettega vorrebbe dare una chance a Zaccheroni o affidare la gestione a un tecnico emergente (Allegri o Giampaolo).

 

Sul nome di Mancini (la pietra dello scandalo nella trasmissione Mediaset) scattano le resistenze dell’ex bomber juventino, che non vuole sentire parlare dell’ex interista. Una volta di più Blanc e soci dimostrano di non avere ancora compreso la storia della Juve, una società che negli ultimi anni (da calciopoli in avanti) ha avuto nell’Inter l’antagonista principale, sul campo e fuori dal campo.

 

(Luciano Zanardini)

 



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