AS ROMA/ La Sora Roma fa il Sor passo: prima notte da capolista per un sogno chiamato scudetto

- La Redazione

I giallorossi di Ranieri vincono contro l’Atalanta e scavalcano l’Inter al primo posto. Merito di un gruppo coeso e determinato ma anche di un allenatore protagonista vincente di di questa straordinaria rimonta

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“Non succede ma se succede..”. Questo il ritornello che si sente nelle ultime settimane a proposito della pazza rimonta giallorossa al vertice (che fu) nerazzurro. Quel misto di scaramanzia e incredulità che, però, contiene in sè uno spiraglio di speranza e follia. Ebbene, dopo un inizio di stagione tribolato, dopo critiche societarie e mal di pancia sugli acquisti mancati, ma soprattutto dopo 23 partite giocate senza subire una sconfitta, adesso quel groviglio di sentimenti deve fare i conti con una realtà: il primo posto in classifica a una manciata di metri dal traguardo finale.

Sì, perché non c’è low profile che tenga davanti a numeri, statistiche e fatti che gridano oggettività. La Roma di Ranieri (68 punti, 23 risultati utili consecutivi, 5 vittorie consecutive), pur nelle sue migliorabili prestazioni, ha offerto un crescendo di grinta e determinazione e ha avuto il coraggio di cambiare volto ad una stagione cominciata nel peggiore dei modi. Da outsider a protagonista assoluta, spiazzando tutti, anche i più scettici. Con talenti del calibro di Totti e Toni che, nonostante l’età, continuano a regalare perle di saggezza calcistica.

La vittoria (un po’ sofferta) di domenica contro l’Atalanta coincide coi pareggi amarissimi di Inter e Milan e poggia sul capo dei giallorossi la corona del primo posto, un punto più della corazzata di Mourinho, per un piazzamento provvisorio, dannatamente precario perché ancora sono 5  le partite da giocare (e vincere) per poter sedersi e gustare il trionfo.

 

Un piazzamento raggiunto a suon di bastoni e carote, pazienti allenamenti e migliorie impartite dal generale Claudio Ranieri, più volte apostrofato da certa stampa come un "non vincente" per dirla in modo diplomatico. Niente di più sbagliato. La Roma del testaccino Ranieri ha ritrovato un’anima e delle motivazioni, oltre a tanti giocatori che prima erano in crisi (Vucinic, Juan, Taddei, Perrotta, Menez, Mexes). La Roma di Ranieri è testarda, magari non bellissima, soffre un po’, finisce il carburante ma si rivela concreta e determinata, non lasciando nulla sul campo, se non qualche pareggio sprecone dettato da umani cali di concentrazione. Ha vinto, almeno fino ad oggi, quel low profile testaccino che rappresenta voglia di migliorare e non paura di vincere o ignavia.

 

Ha vinto l’umiltà di un lavoro serio e responsabile portato avanti da un allenatore che ha fatto pochi proclami e molti passi avanti sul campo, mano nella mano con la sua squadra. E adesso questa Roma si ritrova sul tetto d’Italia, ancora in balia di un campionato apertissimo, ma comunque protagonista vincente e speranzosa di una stagione che finora ha dato ragione al prudente, umile, esperto, saggio Claudio Ranieri. "Non succede, ma se succede.."

 

(Marco Fattorini)

 

 



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