CALCIOPOLI/ Inter, Sconcerti sentenzia: sbagliato togliere scudetti alla Juve!

- La Redazione

Il commentatore di Sky e del Corriere della Sera è intervenuto ieri analizzando le ultime novità sul processo di Napoli

Moggi_Napoli_R375_13apr10
Moggi durante il processo di Napoli (Foto Ansa)

Mario Sconcerti, editorialista del Corriere della Sera e opinionista Sky, prende posizione sulla vicenda calciopoli, partendo dall’udienza di Napoli. Come ha scritto più volte assegnare lo scudetto tolto alla Juventus a un’altra squadra fu un azzardo, ma in questa intervista a ilsussidiario.net (di cui ne riproponiamo un estratto),  si spinge oltre e definisce «brutta» la telefonata tra Facchetti e Bergamo. Certo le intercettazioni presentate dalla difesa sono differenti da quelle di Moggi per stile e forma, ma la sostanza non sembra cambiare molto: «Non si possono avere contatti con chi deve giudicare». E sulla società Juventus, bersagliata dalle critiche dei tifosi, spiega che nel 2006 l’atteggiamento di autodenuncia permise al club di evitare la serie C. Infine si concede una riflessione sul nervosismo di Mourinho che si ripercuote sulla squadra. Qualcuno ipotizza la revoca dello scudetto all’Inter.

Secondo lei la Figc con il commissario Guido Rossi nel 2006 sbagliò la decisione?

C’era la spinta dell’Uefa: a noi serviva una squadra campione d’Italia. Avremmo avuto il danno del ranking. Fu una decisione presa in tutta fretta, ma questa è una caratteristica della giustizia sportiva: è sommaria perché le manifestazioni devono continuare. Non è tanto la decisione di dare uno scudetto, ma è grave e serio e togliere due scudetti alla Juventus. Non si può togliere la storia per il comportamento di alcuni dirigenti.

In queste ultime ore la famiglia ha precisato che il nome di Collina nell’ormai nota telefonata Facchetti-Bergamo è stato fatto, diversamente da quanto indicato dalla difesa nerazzurra, dal designatore e non dal nerazzurro…

 

Cambia poco. Facchetti faceva il suo mestiere di presidente. Nelle telefonate si parla chiaramente di arbitri, ma non si possono avere contatti con chi deve giudicare. Facchetti è stato più elegante, ma dal punto di vista della giustizia sportiva resta una brutta telefonata. Bisogna anche fare una precisione in merito alle famose schede svizzere, perchè non appartengono alla prima giustizia sportiva: in pratica all’epoca della condanna non si era a conoscenza dell’esistenza delle schede svizzere.

 

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori