CALCIOPOLI/ Moggi chiamava gli arbitri sulle schede svizzere. Le intercettazioni

- La Redazione

Nel processo di Napoli ci sarà anche la controffensiva dell’accusa contro Moggi

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Luciano Moggi (Foto: ANSA)

Martedì prossimo si prospettano scintille vere e proprie nel processo di Napoli per Calciopoli. Oltre alla testimonianza di Carlo Ancelotti, attuale manager del Chelsea, ci saranno altre intercettazioni rivelate dai legali di Moggi, ma soprattutto ci sarà anche la controffensiva dell’accusa denominata “schede svizzere”, come riportato dalla Gazzetta dello Sport. Durante l’ultima udienza i legali di Moggi, in merito al possesso di schede svizzere dichiararono: “Non avete mai pensato che potessero servire a Moggi per parlare di trattative di mercato visto che era definito il re del calciomercato?”.

L’ex dirigente della Juventus ha affermato di non aver mai parlato con nessun arbitro, sfidando l’accusa a “trovare intercettazioni in cui si testimonia il contrario”. Invece da quanto emergerebbe dall’accusa, l’ex dirigente bianconero parlava con arbitri e designatori attraverso queste schede svizzere, in particolare sono quattro le conversazioni al centro dell’attenzione. La prima è datata 11 novembre 2004, il designatore Bergamo chiama Moggi e quest’ultimo gli fornisce il codice di ricarica di una scheda svizzera, parlando tra l’altro della mancata espulsione di Thuram, con Bergamo che il giorno dopo avrebbe dovuto scrivere le “pagelle” degli arbitri per la Gazzetta dello Sport: “Ma io dirò tutto una cosa, vedrai come te la scrivo bene la cosa”, queste le parole dette da Moggi a Bergamo.

La seconda intercettazione riguarda la presunta telefonata con un arbitro ignoto, avvenuta in maniera indiretta su una linea straniera mentre l’allora dirigente della Juventus era sulla linea italiana: “Pronto!… Come ti senti oh… mi sa che domenica hanno paura a farti uscì e… e… perché gli ha detto avevi la febbre alta, te ora rassicurali poi vedo un pochino io eh…. Se non ti senti bene è meglio per quest’altra a Cagliari eh… Se no la lascia perde… Sta’ a sentì detto inter nos, inter nos mica giochiamo col Livorno e non ti devi impelagà a… Va’ tranquillo…”.  

La terza intercettazione riguarda un commento su un errore di Morganti in Messina-Atalanta: "Il giorno dopo c’ha trovato tutte le critiche sul giornale, sul giornale… Ieri l’altro lo chiamo, prima griglia… e… Uno, due, tre, quattro Morganti… Allora sei scemo: Morganti si deve sta a ca… Morganti si deve sta a casa dopo il casino che ha combinato, si piglia e si mette a casa e non rompe i coglioni, voglio di’… Allora questo qui… E che lui evidentemente lo utilizza, infatti Morganti andò da lui… Morganti, Morganti non ha capito un cazzo… Non ha capito come funzionano le…".

  

L’ultima intercettazione riguarda la telefonata tra Moggi ed un altro arbitro riguardo alla partita tra Bologna e Fiorentina: "Aspetta un attimo… Aspetta un attimo in linea! Oh, la peggiore che ti poteva toccà, eh!… Però tu fa la partita tua, regolare, eh?… No, senza regalà niente a nessuno, con tranquillità perché qua a me mi serve per la… Eh? Ok! Dondarini!….. Eh, ma a me quello che mi serve è Fiorentina-Bologna… In modo particolare… Apposta!… Il minimo… Eh eh… Quello, quello mi serve in particolare e poi… Ehm mi serve ehm… Il Milan, di avanzare.. Nelle ammonizioni per far fare le diffide, insomma".

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