LAZIO ROMA/ La gioia di una città tra clacson, caroselli e sfottò su Facebook

- La Redazione

Al termine della gara, i tifosi giallorossi hanno invaso la città festeggiando la vittoria fino a notte

tifosi_roma_curvasud_R375x255_26feb10
Pubblicità

Anziché un derby sembrava una finale di Champions o una partita dei mondiali di calcio. Gente che non ha preso impegni da una settimana, gente che ha prenotato lo stadio, il pub, il posto auto e quant’altro per una partita che non poteva essere solamente un derby, uguale agli altri 133 giocati finora. Roma lo ha capito subito che questo era IL derby, quello per cui rimanere incollati davanti alla partita senza scuse. Lo hanno capito i tifosi laziali, accorsi in massa a Formello nei giorni precedenti, per spronare la squadra a tirare fuori l’orgoglio e rovinare la festa ai cugini. Lo hanno capito i tifosi giallorossi che, tra scaramanzia e pensieri soffocati, hanno vissuto una settimana in bilico di emozioni e stimoli.

L’Olimpico dei 65mila ha respirato calcio e nervosismo, gioia e dolore a più riprese. A tratti anche qualche spiacevole incidente che, purtroppo, rovina una delle feste più belle della Capitale. Alla fine ha vinto la Roma, seppur tra la rabbia e la delusione di giocatori e tifosi biancocelesti che fino all’ultimo hanno provato a cambiare la situazione. Alla fine una città (quasi) intera si è riversata in strada: chi per tornare a casa dallo stadio, chi, senza una meta, per festeggiare e gridare al mondo la propria gioia repressa dopo una settimana di scongiuri.

Pubblicità

Dal lungotevere a piazza Venezia, passando per il Muro Torto. A questa festa generale si sono uniti anche alcuni dei turisti a spasso per la città, sorpresi e catturati dall’entusiasmo dell’onda romanista. Ecco allora che le strade della Capitale hanno accolto centinaia di automobili dai clacson tonanti, con bandiere in vista, cori improvvisati e gli immancabili inni della Roma. Caroselli di macchine e motorini, gruppi di persone a piedi, autobus con le insegne luminose che recitano “forza Roma”, il tutto in mezzo alla città che, dopo 2 ore di apnea derby, è tornata a respirare a pieni polmoni e ha continuato a farlo anche dopo le 22, ben oltre i classici orari del deflusso post-stadio. Anche a Trigoria sono accorsi centinaia di tifosi in festa, mentre Testaccio, fulcro della fede romanista, è esploso al triplice fischio e il presidente del Roma Club ha stappato lo spumante in compagnia dei soci.

 

Poi il tam tam in rete: su Facebook, nel giro di pochi minuti, sono sbocciati link, gruppi e messaggi di sfottò rivolti ai cugini e "ringraziamenti" per Floccari (autore del rigore sbagliato), ma anche tante attestazioni di gioia per un lungo abbraccio virtuale rigorosamente giallorosso. Tra questi anche lo slogan "Veni-Vidi-Vucinic", riecheggiante sulle pagine del social network.

 

Pubblicità

Una festa di emozioni e di popolo che ora, pur nella sacra scaramanzia, si avvia verso un traguardo dorato, fino a qualche mese fa inimmaginabile. D’altronde Francesco Totti ci aveva avvertito: "uno scudetto a Roma ne vale 10 nel resto d’Italia" e la sua è una sacrosanta verità, difficilmente raccontabile attraverso qualche riga. Perché bisogna vedere, sentire, accompagnare di persona quella gioia di popolo che ritorna spontanea nelle strade, nelle piazze e nei parchi, in attesa di un sogno che, per ora, è alle prove generali.

 

(Marco Fattorini)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

I commenti dei lettori