STEFANO BORGONOVO/ “Attaccante nato”, storia di un amore per la vita e per il calcio

- La Redazione

Borgonovo ride, racconta barzellette e chiede a Balotelli, presente in sala, perché invece lui non ride mai…

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E’ la cronaca di una conferenza stampa, quella di un libro che racconta la storia di Stefano Borgonovo, ex calciatore di squadre importanti come Como, Fiorentina e Milan, ora malato di SLA. E’ l’autobiografia di un uomo e del suo amore incondizionato per la vita, anche di fronte a un dolore tremendo e la storia anche di una moglie fantastica, Chantal, che sta dando tutto e più di tutto per suo marito. Di una famiglia di quatto figli, eccezionale, che ha reagito con compostezza e dignità di fronte a questa prova tremenda. Innanzitutto il libro (“Attaccante nato” di Stefano Borgonovo e Alessandro Alciato, Casa Editrice Rizzoli, 15 euro) che è da leggere assolutamente. Poi c’è quello che ha fatto Stefano Borgonovo con la sua famiglia e Chantal in testa, che hanno costituito la Fondazione Borgonovo, proprio per aiutare i malati di SLA, nata in occasione di Fiorentina – Milan del 2008, in quella Firenze che tanta importanza ha avuto nella vita calcistica di Stefano.

In coppia con Roberto Baggio ha costituito un sodalizio che lo scorso 13 aprile ha ricevuto nella città toscana l’importante riconoscimento “Il fiorino d’oro”. Lui adesso non può parlare, non può muoversi e deve essere attaccato sempre a una macchina, deve essere assistito in tutto, senza nessuna capacità motoria. Eppure Borgonovo sorride di fronte a questa terribile malattia. Racconta barzellette e quando gli è stato chiesto in ospedale se volesse scegliere di morire o andare avanti a vivere ha scelto la seconda ipotesi. La vita è la cosa più importante che abbiamo, anche in queste condizioni strazianti.

Lui ha fatto parte di quel Milan di Arrigo Sacchi che conquistava successi e faceva spettacolo. Chi non ricorda la sua prova e i suoi gol in un Milan – Bayern di Champions League, per esempio? Ora Borgonovo può esprimersi solo con gli occhi e quindi usa il sintetizzatore vocale per scrivere. Ieri sera alla Sala Buzzati della Gazzetta dello Sport erano in tanti a rendere omaggio a questo grande protagonista dello sport e quello che tutti ha colpito è il suo coraggio. Borgonovo afferma di essere una persona fortunata e spiega che c’è chi è in condizioni più difficili della sua.

 

Afferma che la sua passione per il calcio è totale, infatti ha fatto nascere anche la scuola calcio che porta il suo nome. Ride, racconta barzellette e chiede a Balotelli, presente in sala, perché invece lui non ride mai. Borgonovo vuole gustarsi tutti i momenti e ringrazia sempre tutte le persone che si stringono attorno a lui. "Attaccante nato” è il racconto non solo di un personaggio famoso che si trova a combattere contro “La stronza” (così Borgonovo definisce la SLA) ma soprattutto una storia d’amore per la vita. E Borgonovo dice che questa malattia non nasce dal calcio, dice che vuole guarire e forse non è solo un sogno, se si aiuta, anche solo comprando questo libro, la Fondazione Borgonovo, che agisce in collaborazione anche con la Fondazione Milan e con W la vita. Secondo Borgonovo il mondo calcio sarà determinante per sconfiggere la Sla.

 

I tributi: Roberto Baggio ha ricordato di quando alla Fiorentina ballava con Borgonovo. Scherzava, anche lì, a suon di barzellette. E soprattutto segnava e faceva segnare: 16 gol + 16. 32 quelli di questa coppia dell’area di rigore nella stagione 1988- 1989 nella squadra viola. Come dice Baggio il grande merito di Borgonovo è anche quello di aver avuto il coraggio di mettere in pubblico il suo dolore. Marcello Lippi ha rivelato di come Borgonovo gli abbia confessato la sua grande emozione quando Grosso segnò il rigore decisivo della vittoria del Mondiale in Germania.

 

Massimo Moratti ha testimoniato che Borgonovo è per noi un esempio importante mentre Paolo Maldini ha detto che all’inizio aveva pianto quando aveva visto Borgonovo, ma ora il suo atteggiamento nei confronti della vita ha dato forza anche a lui. Franco Baresi ha parlato del Borgonovo giocatore, che lavorava divertendosi e della profonda amicizia che lo lega a lui e ancora sono intervenuti Demetrio Albertini, Stefano Eranio, il suo procuratore Carlo Pallavicino, Gigi Cagni, Massimo De Luca, Fabio Guadagnini, il suo scopritore, il talent scout Mino Favini e Andrea Della Valle.

 

E infine la moglie Chantal che ha raccontato di come questa vicenda abbia cambiato la vita della famiglia Borgonovo. Già, come si legge sulla copertina del libro, “Il successo nel calcio, una famiglia felice. Ma la SLA ferma tutto, imprigiona l’ anima. Che grida, non rassegna, dà battaglia". Si sono conosciuti quando lei aveva 15 anni e lui 17. Stefano è sempre lo stesso e il loro rapporto è sempre uguale, anche adesso. Chantal è una donna straordinaria e la vita, come dice Borgonovo, è la cosa più bella che esiste. Non ci sono "stronze" che tengano.

 

(Franco Vittadini)

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